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giovedì, 27 Gennaio 2022

Jobs Act, questione di fiducia al Senato

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Vincenza Papa
Collaboratore XXI Secolo.

Arriva la fiducia al Senato sulla riforma del lavoro, battezzata con l’ormai famoso nome Jobs Act. Il Ministro del lavoro Poletti ha evidenziato che il testo originario è stato migliorato dal Parlamento e il Governo, nella stesura dei decreti, terrà conto delle posizioni espresse. Il ministro ha ricordato che la legge di stabilità prevede agevolazioni fiscali per le assunzioni a tempo indeterminato e opere di riduzioni fiscali per favorire la ripresa. Ha dichiarato, inoltre, che le risorse appostate nella legge di stabilità sono sufficienti a coprire la delega per estendere le tutele contro la disoccupazione. Poletti ha posto infine la questione di fiducia sull’approvazione del testo licenziato dalla Camera. Già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati, il provvedimento è collegato alla legge di stabilità. La modifica più rilevante è volta a precisare il contenuto del nuovo “contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti“.

Forza Italia ha posto l’accento sulla genericità della delega e sull’illusione della sinistra di cambiare la realtà attraverso interventi normativi. L’abolizione del contratto di collaborazione a progetto rischia di aumentare il numero degli inoccupati. Il provvedimento non è in grado di contrastare la disoccupazione.

Lega Nord ha criticato la delega in bianco, soprattutto sugli ammortizzatori sociali, denunciando la chiusura del Governo rispetto a ogni proposta di modifica. Il provvedimento non garantisce flessibilità alle piccole imprese e maggiore tutela ai lavoratori. Il contratto a tutele crescenti non è uno strumento adeguato di rilancio della domanda. Per contrastare la disoccupazione bisognerebbe ridurre l’imposizione fiscale e abrogare la legge Fornero.

Secondo Movimento 5 Stelle,  la delega ha un impatto quasi irrilevante sul Pil ed è destinata ad alimentare la guerra tra poveri.

La sinistra del PD dichiara che il contratto a tutele crescenti dovrebbe avere durata temporanea, diversamente saranno ridotte le tutele per i neoassunti. Occorre evitare che gli imprenditori abusino del licenziamento economico per eludere l’obbligo di reintegro.

SEL ha ricordato che gli interventi normativi sul lavoro degli ultimi anni, che hanno moltiplicato le tipologie contrattuali, precarizzato, soppresso le tutele dello Statuto dei lavoratori, hanno portato al declino del Paese e ad un tasso di disoccupazione record. La delega sul lavoro è fondato sulla menzogna: il contratto a tempo determinato è privato delle tutele essenziali contro licenziamento e demansionamento.

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