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Jack London, l’animo tormentato di uno scrittore rivoluzionario

Il 25 luglio 1897 è una data da ricordare, in tale giorno lo scrittore Jack London prese parte alla corsa all’oro del Klondike, ovvero la migrazione verso aree ricche di oro, sulle sponde dell’omonimo fiume. Tale situazione, oltre a costituire una possibilità di miglioramento economico, stimolò l’incredibile creatività dello scrittore, che comincia a dare forma alle sue opere più importanti.

Dotato di un enorme intelletto, la vita di Jack London è caratterizzata da una pluralità di esperienze, che arricchirono il suo bagaglio personale, sino a trovare sé stesso.

Infatti, fece lo strillone di giornali, il pescatore di ostriche, il lavandaio, il cacciatore di foche, il corrispondente di guerra durante il conflitto russo-giapponese, l’agente di assicurazioni, il pugile, il coltivatore, il cercatore d’oro, e sono infine lasciò spazio alla sua più grande passione: la scrittura.

Jack London, un percorso di vita in continua evoluzione

Lo scrittore nacque a San Francisco il 12 gennaio 1876; la personalità di London fu influenzata da un percorso di vita difficile, infatti era figlio illegittimo di un astrologo irlandese, William Henry Chaney, e di Flora Wellman, figlia di un influente inventore dell’Ohio. Il padre non gli mostrò mai il benché minimo interesse e sua madre, otto mesi dopo la sua nascita, sposò il contadino John London.

Jack cresce con la madre ed il padre adottivo, dopo aver concluso la scuola elementare nel 1889, comincia a frequentare persone di dubbia reputazione, come ladri e contrabbandieri. Dopo svariate esperienze lavorative, si iscrive alla Oakland High School, dove entra a far parte della redazione del giornale scolastico. Nel corso degli anni, Jack London frequenta vari centri di rieducazione, mostrando un animo appassionato, intenso e inquieto.

Successivamente i suoi ideali lo avvicinano alla politica, in particolare al socialismo. Prende parte ad una marcia per i diritti dei disoccupati a Washington per chiedere al Presidente il finanziamento di programmi di lavori pubblici contro la povertà e l’assenza di lavoro.

In seguito, passò al vagabondaggio per gli Stati Uniti; nel corso del quale tenne diario che divenne la base del romanzo itinerante, The Road.

Nel 1894, volendo entrare alla Berkeley University, portò a termine gli studi secondari, si mantenne scrivendo alcuni racconti ispirati a Stevenson e Kipling.

Due anni più tardi, riuscì ad entrare a Berkeley e diede avvio ad un’intensa attività politica, dando spazio a temi quali la lotta di classe, la rivoluzione, e approfondendo l’opera di Darwin e l’evoluzionismo.

Con un animo colmo di amarezza, nel 1897 è costretto a lasciare l’università per problemi economici.

Zanna Bianca, il romanzo più noto dell’autore statunitense

Nell’estate del 1897, cerca uno sviluppo finanziario spostandosi verso i giacimenti d’oro nel Klondike, posti al confine tra Canada e Alaska. Si trasferisce con un amico per prendere parte alla cosiddetta “Corsa all’oro”, che aveva il suo centro a Dawson City; qui vive avventure e disavventure di ogni sorta, che saranno un’importante fonte di ispirazione per i suoi lavori.

Tra le opere più note di Jack London ricordiamo: Il richiamo della foresta, Martin Eden, Il tallone di ferro; Il vagabondo delle stelle, Il lupo dei mari e La peste scarlatta e ultimo, ma non per importanza, Zanna Bianca.

Proprio il Klondike, nella tundra canadese, fa da contesto delle vicende narrate in Zanna Bianca, il cui titolo originale è White Fang.

Il romanzo racconta la storia di un lupo ibrido e indomabile. Il libro è diffuso in una serie di puntate tra il maggio e l’ottobre del 1906 sulla rivista Outing; è uno dei romanzi più conosciuti dell’autore, considerato un classico della letteratura.

Jack London, un animo tormentato, avventuroso e indomito, capace di dar vita ad opere di grande spessore, che hanno ancora risonanza in tutto il mondo.