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sabato, 3 Dicembre 2022

Italia sul podio per produzione farmaco in Ue

Il nostro paese supera per fatturato e produzione i paesi d'oltralpe e domina il mercato Ue. La stessa Germania, da sempre paese leader del settore farmaceutico è stata scavalcata .

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Domenico Papaccio
Laureato in lettere moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II, parlante spagnolo e cultore di storia e arte. "Il giornalismo è il nostro oggi."

L’Italia è la prima farmacia dell’Unione Europea. Dalle stime 2017 nell’ EuroZona, l’export e la produzione italiana di farmaci è superiore a quella rinomata d’oltralpe, cioè di manifattura tedesca, svizzera ed austriaca .

Il nostro paese, con una produzione pari a 31,2 miliardi di prodotti, ed un raggio d’azione capace di far il sorpasso proprio alla Germania, rivale storica dell’industria farmaceutica italiana e nazione detentrice del monopolio dell’industria chimica e farmaceutica .

La Germania grazie anche alle dislocazioni industriali, capaci di sfruttare le grandi risorse idriche fornite dal Reno, che dalla Svizzera, attraversa e spacca in due la Germania.

Ma, ciò nonostante, la produzione farmaceutica tedesca non è stata capace di superare i 30 miliardi di produzione, contro i 31,2 miliardi di prodotti.

Proprio dall’export farmaceutico italiano, il nostro paese ha superato i 25 miliardi di euro di profitto per il solo 2017 .

Il presidente di Farmindustria, Massimo Scarabozzi, ha definito il successo dell’industria farmaceutica italiana dovuto proprio all’export trainante del made in Italy, unito a lavori di ricerca e miglioramento scientifico dei prodotti, soprattutto su un piano qualitativo.

Inoltre, Scarabozzi, non ha mancato di sottolineare come l’export farmaceutico può a lungo andare portare ad andamenti positivi maggiori la stessa economia italiana, divenendo un settore trainante ancora di più.

Infatti, tra gli esiti positivi interni vige la ricaduta su fattori quali aumento occupazionale, soprattutto giovanile, a cui si aggiungono maggiori investimenti da fare nell’ambito universitario, in primis per quanto concerne l’ambito della ricerca e per studi clinici; ulteriori investimenti anche sul piano territoriali che potrebbero giovare sia al Sistema Sanitario Nazionale, da anni in crisi a causa dell’incapacità dello stato di reggere la spesa dello Welfare cresciuta con l’invecchiamento della popolazione.

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