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venerdì, 28 Gennaio 2022

Italia, quanto durerà un’eventuale futura ripresa economica?

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Il 2020 (e si spera di no per gli anni successivi) passerà alla storia come l’anno della pandemia che, inevitabilmente, ha avuto degli effetti molto negativi non solo per l’Italia, ma a livello mondiale.

La situazione in Italia

Probabilmente, in questo momento in cui siamo nel pieno della seconda ondata, dovremmo preoccuparci prima di sconfiggere questo maledetto virus. Tuttavia, non sapendo come e quando usciremo da questa situazione, capita di proiettare lo sguardo verso il futuro, che mai come ora appare di grande incertezza, per non dire quasi di paura.

I numeri legati all’economia nazionale sono impietosi. Il deficit in Italia per l’anno corrente si attesta al 11,1%. Mentre, secondo le stime, dovrebbe ridursi al 5,6% nel 2021 (ammesso che ci sia un considerevole rallentamento della pandemia, magari grazie al vaccino).

Anche il tasso di disoccupazione è in costante aumento. Siamo passati dal 9,9% del 2019 all’11% del 2020, considerando che molte attività hanno chiuso, oppure hanno dovuto lavorare con il personale ridotto, a causa della riduzione della domanda e di conseguenza delle risorse finanziarie.

Uno dei settori che ne ha maggiormente risentito della crisi è quello del turismo. Fatti salvi i mesi estivi (dove comunque il lavoro è stato minore rispetto agli anni passati), le strutture alberghiere hanno registrato gravi perdite.

Nel periodo estivo, anche grazie all’uso dei bonus vacanza, una timida ripresa economica è stata solo illusoria. Nella situazione in cui siamo oggi, con i contagi in costante aumento e la sanità al collasso, 2 sono i possibili scenari. Il primo, decisamente problematico, consisterebbe in un andamento a L, cioè una profonda crisi economica, seguita da un periodo di stagnazione dalla tempistica indefinita. Il secondo, che tutti ci auguriamo, sarebbe un andamento a W, cioè di un secondo segnale di ripresa (dopo quella estiva) nel momento in cui si verificherà un’allentamento delle restrizioni (il che è legato chiaramente alla curva del contagio).

Almeno per il momento l’ipotesi di un secondo lockdown nazionale sembra scongiurata. La linea perseguita infatti, è quella di procedere per una chiusura a zone. Probabilmente, anzi sicuramente, anche ai piani alti conoscono gli effetti drammatici di una seconda chiusura totale. L’auspicio è che, con il vaccino, verso la primavera del 2021, la pandemia possa essere quantomeno sotto controllo, per tornare a vivere in maniera parzialmente normale.

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