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lunedì, 29 Novembre 2021

Istituti autonomi: da oggi si riprendono le fila del sapere

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Rosalba Caramiello
Giovane psicologa clinica laureatasi all'Università di Roma "La Sapienza" ed educatrice, appassionata di giornalismo e fotografia.

L’inizio dell’anno scolastico è stato fissato per il 14 settembre, una falsa partenza per gli istituti di diverse Regioni.

Allo scopo di non dover riaprire e chiudere, infatti, diverse Regioni hanno predisposto la ripresa delle lezioni direttamente al 21 settembre, a causa delle elezioni. Così è stato deciso per Friuli, Sardegna, Puglia, Calabria e Abruzzo, seguiti da Campania e Basilicata che protendono anch’esse per il ritorno in classe rimandato al 24 settembre.

Tuttavia oggi potrebbe considerarsi un pre-test in previsione del rientro dal momento che i banchi si riempiranno con gli studenti obbligati a seguire i corsi di recupero.

I singoli istituti decideranno inoltre se tenere il recupero degli apprendimenti in presenza o procedere nuovamente con le lezioni a distanza, in formato digitale.

Un riallineamento necessario per recuperare le conoscenze del precedente anno scolastico bruscamente interrotto dal Coronavirus. I corsi partiti oggi vedono tra i banchi gli alunni che non abbiano raggiunto appieno gli obiettivi di apprendimento nel mese di giugno.

Il consiglio docenti ha dunque stabilito un piano di apprendimento individualizzato (PAI) correlato di obiettivi.

Due le incognite principali in tavola per il rientro ufficiale in aula: i trasporti scolastici e il gruppo docenti.

Per quanto riguarda il primo punto si è vicini ad una fase risolutiva che spingerebbe per il riempimento dei mezzi pubblici fino all’80% della capienza del veicolo. Il secondo punto risulta alquanto difficoltoso.

I Sindacati avvertono che alla data prevista per la riapertura non saranno ancora assegnate tutte le cattedre.

Un anno questo che potrebbe essere leggermente intaccato fin dal principio, con circa 250mila-300mila supplenti. La previsione nasce dalla considerazione che parecchi insegnanti saranno costretti a restare a casa in quanto soggetti a rischio.

Si sta pensando perciò di concedere l’esonero solo ai docenti affetti da patologie più serie o dalla compresenza di più problematiche legate alla salute.

Si preannuncia un inizio anno certamente all’insegna delle difficoltà, tra l’altro di vario genere. Una ripartenza della scuola è  comunque necessaria e doverosa per preservare il diritto allo studio ed il futuro dei giovani, già assai interdetto dalla crisi globale.

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