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lunedì, 3 Ottobre 2022

Istat: Inflazione frena e la spesa sale

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Domenico Papaccio
Laureato in lettere moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II, parlante spagnolo e cultore di storia e arte. "Il giornalismo è il nostro oggi."

Secondo i dati pubblicati stamane dell’Istat, nel mese di aprile si è registrata una forte frenata per l’inflazione, ferma al 0,5%, perdendo il 0,3% rispetto al mese di marzo, mentre il carrello della spesa diventa più caro, rispetto allo scorso mese del 0,1%.

Ad aver arrestata l’inflazione è stata soprattutto la crisi venutasi a creare nel libero mercato del settore energetico, a seguito della liberalizzazione e l’avvento del mercato libero, sorto nel 2017.

Mentre i prodotti di prima necessità, adoperati per la casa e per la cura della persona, si segnala un rialzo dei prezzi pari all’ 1,5% su base annuale, registrando un aumento, rispetto al mese di marzo, triplicato.

Secondo l’ente di statistica nazionale, dalle stime rilevate emerge una tendenza su base mensile pari allo +0,7% che toccherà il carrello della spesa degli italiani.

Ma da come si evince dal comunicato pubblicato sul proprio sito web da parte della Federconsumatori, in risposta ai dati editi stamane dall’Istat, la crescita è in verità ferma.

Nonostante la ripresa dei prezzi, dopo l’aumento di inizio anno, in linea con la tendenza dello scorso anno, i consumi restano deboli, incapaci di trainare da soli l’economia del nostro paese.

Il potere d’acquisto dei consumatori, secondo Federconsumatori, è infatti ancora oggetto, non solo dell’instabilità periodica dell’andamento del mercato, ma evidenziano anche l’insufficienza della capacità di acquisto incapace di seguire il trend della produzione industriale.

Inoltre a pesare maggiormente sulla relativa situazione economica italiana è certamente anche l’attuale situazione politica del nostro Paese e il suo ripercuotersi sul piano degli investimenti.

Soprattutto in merito alla problematica “Iva” il nuovo governo avrà un grosso ostacolo, in quanto proprio il recupero di risorse economiche dovrebbe arrestare l’aumento del 2% previsto per il 2019 e che danneggerebbe non poco consumi ed investimenti di privati e imprese.

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