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venerdì, 1 Luglio 2022

Istat: più emigrati, meno immigrati

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L’Istat, Istituto Nazionale di Statistica, Ente finalizzato all’analisi statistica di dati economici e demografici, ha registrato un aumento dell’emigrazione e un calo dell’immigrazione nel corso dell’anno 2013.

La popolazione italiana ammonta a 60.782.668 abitanti, di cui più di 4.900.000 di cittadinanza straniera, rappresentando l’8,1% dell’intera popolazione. L’incremento della popolazione italiana, dovuto sia all’influsso della migrazione che a dinamiche naturali, è pari al 0,1%. Ciononostante, la popolazione italiana resta la quarta più elevata in Europa con la più alta densità abitativa: 200,03 per chilometro quadrato. A livello mondiale la popolazione detiene il ventitreesimo posto.

Seguendo l’indagine dell’Istat, i nati stranieri del 2013 hanno subito un calo vertiginoso di 2.189 unità rispetto all’anno precedente, restando tuttavia il 15% del totale dei nati. Il maggior numero di abitanti d’origine straniera proviene dalla Romania, equivalenti a 951.104 e al 80% del totale degli immigrati. A seguito vi sono abitanti albanesi, marocchini, cinesi e ucraini. Gli abitanti di origine straniera che hanno il minor influsso sull’intera popolazione sono i bulgari, pari a 50.032 abitanti.

La distribuzione degli abitanti di origine straniera è piuttosto disomogenea: essi rappresentano il 35% dell”intera popolazione nel Nord-Ovest, con Milano come capoluogo più popolato da comunitari ed extracomunitari; al contrario la regione meno popolata da abitanti stranieri è il Mezzogiorno e le Isole, che totalizzano il 13,5%; con Napoli come capoluogo meno popolato da essi.

Gli stranieri residenti in Italia risultano più giovani degli italiani medesimi, con un’età media di 32,5 anni contro 44,3. La comunità straniera in Italia è la quarta più giovane in Europa, nonostante la popolazione italiana totale, comprendente quindi anche la comunità straniera, sia la seconda più vecchia in Europa, dopo la Germania. Questo fenomeno, chiamato invecchiamento della popolazione, è causato dal calo del tasso di natalità e dall’aumento della capacità di sopravvivenza e della speranza di vita, irrimediabilmente causa di calo del tasso di mortalità. Non a caso l’Istat ha registrato 20.000 nati e circa 12.000 morti in meno rispetto all’anno precedente.

L’Istat sostiene che il tasso di fecondità delle donne straniere residenti in Italia equivalga a 2,37 figli per donna,  superiore rispetto al tasso di fecondità delle donne italiane, pari a 1,42 figli. Il tasso di fecondità italiano non raggiunge ancora la soglia del 2,1 che rende il tasso di popolazione costante. Esso è più elevato al Nord Italia che al Sud.

Il tasso di mortalità nazionale è del 10,3 per mille, il valore più alto dal 1949. La regione con il tasso più elevato di mortalità è il Veneto con il 13,9%, mentre il tasso più basso lo si riscontra in Lombardia con l’ 8,9%.

Il movimento migratorio degli abitanti italiani all’estero, definito Nuova Emigrazione, è iniziato nel 2000 con lo spostamento permanente di liberi professionisti laureati a causa della grave crisi economica italiana, spostamento chiamato anche Fuga di Cervelli. Attualmente il numero di emigrati è positivo: 78.000 persone con un aumento di circa 20.000 rispetto al 2011. Le destinazioni più gettonate sono la Germania, dove sono giunti solo nel 2012 oltre 35.000 italiani, seguita da Canada, Australia, Usa e paesi sud-americani. Le statistiche sostengono che la comunità italiana all’estero ammonti a 4.000.000.

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