Un ritrovamento che ha lasciato tutti interdetti, uno squalo Capopiatto è stato rinvenuto morto ad Ischia Ponte; da quanto si è appreso nelle ultime ore, probabilmente lo squalo di circa due metri di lunghezza, sarebbe rimasto impigliato in una rete da pesca non riuscendo più a liberarsi.
L’animale riportava ferite all’altezza delle branchie, secondo le prime informazioni potrebbe essere morto da almeno da 5 o 7 giorni, probabilmente incastratosi tra gli scogli.
Conosciuto anche come notidano grigio, è stato rinvenuto privo di vita in località “Piazzale delle Alghe”, di Ischia Ponte, nei pressi dello scivolo a mare.
Lo squalo Capopiatto appartiene al genere Hexanchus e può raggiungere i 5,4 metri; è il più grande squalo della famiglia Hexanchidae.
Ricordiamo che lo squalo Capopiatto è un predatore di fondale, innocuo per l’uomo, che riveste un ruolo importante nell’equilibrio dell’ecosistema marino.
Se spaventato, potrebbe reagire, ma generalmente evita il contatto umano.
Ischia, lo squalo ritrovato ad Ischia Ponte
La carcassa dello squalo è stata segnalata alla Guardia Costiera ischitana che è intervenuta con l’ASL per effettuare i rilievi di rito atti ad accertarne le cause della morte. Sembrerebbe che il corpo dello squalo, fosse presente già da qualche giorno nella Baia di Cartaromana. Al termine delle verifiche, considerato lo stato avanzato di decomposizione, l’esemplare è stato rimosso dall’area e sono state avviate le procedure previste per il successivo smaltimento, nel rispetto delle normative sanitarie e ambientali vigenti.
Lo squalo Capopiatto vive di solito in acque profonde del Mediterraneo, ma può avvicinarsi alla costa durante la caccia. Ha una testa larga e piatta e sei fessure branchiali.
Viene spesso catturato per errore nelle reti dei pescatori e a volte scambiato per pesce spada. Anche questa volta, la morte sembra dovuta a un incidente.
Il ritrovamento dello squalo Capopiatto morto, ha evidenziato un aspetto molto importante relativo alle condizioni dell’ecosistema e soprattutto al rapporto che intercorre tra fauna e mano dell’uomo.
La convivenza tra uomo e mare diventa sempre più complicata.

