Ischia premia Zina Hamu per le sue fotografie

Il Premio Ischia internazionale di giornalismo, quest'anno ha premiato Zina Hamu, fotoreporter, appartenente alla comunità Yazida, che con il suo occhio attento, riesce a catturare le realtà spesso più dolorose e tragiche che caratterizzano determinate realtà

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Premio Ischia internazionale di giornalismo per i diritti umani
Il Premio Ischia internazionale di giornalismo è giunto alla sua XXXIX edizione e quest’anno, così come già successo, ha ospitato numerose personalità illustri del mondo del giornalismo, ma anche persone semplici con sogni grandi da portare avanti, tra queste Zina Hamu.
Zina Hamu, è una ragazza appartenente alla comunità Yazida (una minoranza etnica del nord Kurdistan iracheno), ha ricevuto il Premio Ischia internazionale di giornalismo per i diritti umani, per aver testimoniato grazie alle proprie fotografie il dramma di un popolo perseguitato dall’Isis. Nei suoi splendidi scatti, Zina Hamu, ha catturato la bellezza e la cultura propria delle persone che vivono in un campo, i loro volti segnati,  i loro occhi così profondi, e anche il sorriso timido di qualche bambino che riesce a lasciarsi andare nonostante tutto.
Ad Ischia, nell’ambito del Premio Ischia internazionale di giornalismo, Zina Hamu ha raccontato la sua storia, costretta a fuggire dalla propria abitazione e a trovare rifugio in un campo profughi, e la conseguente adesione ad un progetto di fotogiornalismo promosso dall’UNICEF; un progetto molto importante, intitolato Photographic tecnicques to empower Yazidi girl, che le ha permesso insieme ad altre otto ragazze yazide di diventare portavoce della sofferenza di un intero popolo.

Molta gente nel mondo non gode dei diritti umani, con il giornalismo e soprattutto attraverso i foto-racconti, possiamo portare a conoscenza di questi genocidi e dare voce a migliaia di persone che vivono queste sofferenze, tra cui anche molte donne e bambini”, ha raccontato la giovane Zina Hamu, nella sala azzurra del Regina Isabella, tra i flash dei fotografi, e la curiosità dei presenti.

 Il sogno di Zina Hamu era quello di diventare medico, ma ben presto si è accorta che quel sogno tanto bramato, sarebbe diventato un’utopia; nonostante ciò non si è arresa e ha deciso di fare la fotogiornalista, documentando in particolar modo, le violenze che troppo spesso le donne subiscono.

“Non avevo mai pensato di poter diventare giornalista, ma credo di avere un dovere morale, oggi: documentare quel che accade, il mondo non sa che il genocidio della mia comunità non si è interrotto. Le immagini possono, a volte, essere più potenti della parola. Continuerò a studiare per fare questo, non ho dubbi”. Queste le parole  di Zina Hamu, accolte con un meraviglioso applauso.

Grazie alle fotografie di Zina Hamu, si ha la possibilità di estendere il proprio sguardo su realtà spesso ignorate o dimenticate, guardando la crudeltà di alcune situazioni, e la violenza che crea dei veri e propri solchi sui volti di chi la subisce.

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