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giovedì, 26 Maggio 2022

Intervista a Laura Misticone, voce di Napoli

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Andrea Tarallo
Collaboratore XXI Secolo. Laureato in “Scienze Storiche” presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II” con una tesi sulla storia politica e economica dell’Argentina tra XX e XXI secolo

A quando risalgono le prime performances artistiche di Laura Misticone?

Nel mio caso, come quello di tanti altri artisti che possono affermare di aver intrapreso la carriera artistica fin da piccolissimi, l’arte è sempre stata di famiglia. Ricordo che mio nonno amava invitare a casa i suoi amici Sergio Bruni, Angela Luce, Peppino Gagliardi, Luigi Caliendo e Roberto Murolo – che fu addirittura testimone di nozze di mia zia – ed intrattenersi con loro in salotto. Insomma avendo ascoltato, quasi “respirato”, fin da bambina la canzone napoletana le mie prime performances artistiche risalgono a quando avevo 6-7 anni; quando mi invitavano ad accompagnare nel canto o mio nonno o mio padre.

Laura Misticone in una delle sue primissime esibizioni canore
Laura Misticone in una delle sue primissime esibizioni canore

Come è stato crescere artisticamente in una famiglia dove l’arte, il canto e la canzone napoletana tradizionale sono sempre state di casa? Suo nonno e Suo padre Le hanno mai messo pressione?

Assolutamente no. Anche in questo posso dire di essere stata fortunata. Spesso, e purtroppo lo vediamo ogni giorno, i genitori intravedono nei figli un riflesso di loro stessi e quindi danno per scontato che essi debbano necessariamente seguire le proprie orme. Né mio nonno, né mio padre infatti, pur non avendomi nascosto il loro piacere nel vedermi tanto affascinata dalla loro arte, hanno mai esercitato pressioni su di me affinché intraprendessi anche io la carriera artistica e divenissi alla loro stregua un’ambasciatrice della canzone napoletana tradizionale. Entrambi hanno quindi lasciato che io scegliessi da me, la mia strada. È vero, ho iniziato con il fare da spalla a mio padre, ma poi ognuno ha proseguito per proprio conto. Ad ulteriore riprova che in famiglia non ho ricevuto alcun tipo di condizionamento, posso dire che la mia scelta di conseguire comunque una laurea in architettura è stata accolta favorevolmente; nessuno ha pensato che questa mia decisione fosse la spia di una volontà di dichiarare concluso il mio percorso artistico.

Che in effetti la Sua scelta di laurearsi non fosse il preludio ad un abbandono delle scene, lo testimonia ampiamente il Suo ricchissimo curriculum vitae artistico. Allieva dell’Accademia musicale ‘Enrico Caruso’ diretta dal M° Giuseppe Schirone, cantante solista della ‘Orchestra giovanile Italiana Temusia’ di Napoli diretta dal M° Guglielmo De Leva e dal M° Claudio Romano, protagonista quale interprete di canzoni napoletane delle serate ‘Le tavole dell’arte’ a cura dell’editore Filippetti, ospite del M° Roberto Murolo come esponente della canzone classica napoletana in due delle ultime celebrazioni in suo onore; e si potrebbe continuare ancora a lungo. Cosa però Le piacerebbe fare che non ha ancora fatto? 

Di sogni nel cassetto ne ho tanti, sia artistici che non; ma così, d’acchito, direi che mi piacerebbe portare in scena con mio padre ‘Novecento napoletano’, il musical ideato e diretto da Bruno Garofalo. Questo spettacolo, nato dall’estro artistico di colui che per anni è stato un assiduo collaboratore di Eduardo De Filippo, è a mio modo di vedere un vero e proprio viaggio nel mondo della canzone napoletana d’autore. Qui essa viene declinata in scena nelle sue espressioni più significative, quelle più note e meno note. Cantanti, fujenti, posteggiatori, bande ed orchestrali, tutti con la loro irripetibile arte contribuiscono a raccontarne la storia.

E dal cassetto dei sogni vuoLe tirar fuori soltanto questo? Cosa altro spera di poter realizzare oltre a ‘Novecento napoletano’?

Mi piacerebbe tornare a confrontarmi con la canzone italiana. Il sogno vero e proprio è quello di incidere un cd in cui interpreto una serie di brani che hanno fatto la storia della canzone italiana a livello internazionale. Anche perché quando cantavo da ragazza mi dividevo tra il repertorio napoletano e quello italiano; ma poi, come è successo a mio padre, che da un po’ di anni a questa parte è rimasto “schiavo” del personaggio del signor Scapece dopo averlo interpretato nel film ‘Benvenuti al Sud’ di Luca Miniero, pure io ho finito per essere identificata unicamente come interprete della canzone della città con il Vesuvio. Non è per cattiveria, ma spesso i produttori, siano essi musicali o teatrali, si dimenticano che è nelle corde dell’artista la sperimentazione; la voglia di cimentarsi in nuovi generi, in nuovi ambiti, di lanciarsi in nuove sfide. E forse è proprio in virtù di questa innata voglia di mettermi alla prova che un giorno mi farebbe piacere indossare le vesti di regista e mettere in scena uno spettacolo musicale autobiografico, con tanto di musica dal vivo e ballerini.

Laura Misticone accanto al padre Salvatore ed ai Temusia in una serata al Parco  dei Ventaglieri, il 19 agosto 2013
Laura Misticone accanto al padre Salvatore ed i Temusia in una serata al Parco dei Ventaglieri, il 19 agosto 2013

Dal momento che li ha citati, qual è il Suo rapporto con i produttori?

Essendo fondamentalmente timida, tratto abbastanza comune per molte personalità dello spettacolo, tendo a non propormi quando vengo a sapere che c’è qualche lavoro in allestimento. Pertanto è sempre una piacevole sorpresa per me quando squilla il telefono e mi vengono proposti lavori e collaborazioni. E devo dire che fino ad oggi non ho mai avuto problemi con nessuno di loro.

Parliamo ora dei Suoi ultimi lavori discografici: il cd intitolato ‘Assaje’ e il cd ‘Benvenuti ad Acerra’.

In ‘Assaje’ sono stata chiamata a interpretare alcune delle canzoni napoletane più belle scelte in un vasto repertorio che va dal ‘900 ai giorni nostri. Il titolo del cd richiama ad uno dei brani contenuti in esso e che fu scritto dall’indimenticato Pino Daniele. È voluto essere una sorta di piccolo omaggio a un grande musicista che ci ha lasciati troppo presto. L’altro lavoro discografico, invece, contiene brani scritti per i soldati della Prima Guerra Mondiale, raccolti ed interpretati con l’accompagnamento della Banda musicale di Acerra diretta dal M° Modestino De Chiara in occasione del centenario della Grande Guerra. Due lavori che devo dire mi hanno arricchito molto sotto il profilo umano e professionale. Mi risulta davvero difficile riuscire a tradurre in parole le emozioni che mi ha dato l’esibirmi con l’accompagnamento dei 20 elementi della Banda musicale di Acerra. Sono stati eccezionali.

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Laura Misticone & Alan De Luca in un momento di pausa di ‘Napoli Galleria’

Ma poi c’è la Laura Misticone artista di teatro. Anche qui le Sue partecipazioni non si contano. È nel cast di diversi musical: ‘Luna Rossa’, ‘Scapece ma capace’ e ‘Napoli Galleria’. È cantante ed attrice in ‘Antonio, Scapece e la Malafemmina’ e si divide tra cabaret e sketch al Teatro Bolivar insieme ad Alan De Luca. Insomma, non si fa mancare davvero nulla.

Non a caso prima accennavo al fatto che nelle vene degli artisti scorre la voglia di sperimentare sempre. Allora, procediamo con ordine. In ‘Luna Rossa’ di Leonardo Ippolito – che ha riscosso notevole successo nelle oltre venti piazza italiane in cui è stato allestito – mi trovo ad interpretare un repertorio diverso e vario; in ‘Scapece ma capace’ andato in scena al Teatro Trianon ho recitato al fianco di mio padre nelle vesti di una famosa cantante del caffè Gambrinus dedita all’interpretazione di famosi brani della canzone napoletana; sempre al Teatro Trianon Alan De Luca mi ha voluto nel ruolo di cantattrice nel suo ‘Napoli Galleria’; mentre invece, sempre nel ruolo di cantattrice, Antonio Colantuono mi ha voluto nel suo spettacolo ‘Antonio, Scapece e la Malafemmina’ diretto da Arduino Speranza ed andato in scena al Teatro Corallo di Torre del Greco. Inoltre è con grande piacere che sto prendendo parte alla commedia musicale ‘Montevergine’ diretta da Vicenzo Merolla e che a grande richiesta il 5 e 6 marzo tornerà in scena al Teatro Vittorio Alfieri di Marano.

E nell’immediato futuro cosa La attende: un nuovo cd oppure un nuovo spettacolo?

Nell’immediato futuro mi attendono un nuovo spettacolo: ‘Pupatella’ sempre per la regia di Vincenzo Merolla; e le nuove date di ‘Napoli Galleria’ al fianco di Alan De Luca.

Giusto una ultimissima domanda. Dopo aver partecipato alla prima, alla seconda ed alla terza edizione del ‘Premio Eduardo Nicolardi’ in qualità di interprete della canzone classica napoletana, si aspettava di essere premiata nel corso dell’ultima edizione?

Sinceramente non me l’aspettavo, anche se devo dire che in cuor mio ci speravo dal momento che questa volta con me c’era anche mio padre. Ci tenevo a dividere con lui questo momento. Infatti per chi non lo sapesse, il ‘Premio Eduardo Nicolaridi’ è una dei riconoscimenti più ambiti che ci possa essere per un interprete della canzone classica napoletana. Il Premio è nato nel 1970 per poi essere sospeso nel 1984. Nel 2006, però, per volontà di Clara Nicolardi – nipote del grande poeta, paroliere e giornalista napoletano – il Premio è tornato ad essere assegnato. Giusto per dare una cifra dell’importanza di questo premio ai non “addetti ai lavori”, nel corso degli anni ad esserne insigniti sono artisti del calibro di: Renzo Arbore, Pietra Montecorvino, Monica Sarnelli.

Siamo arrivati al momento di salutarci, c’è però ancora qualcosa che vorrebbe dire ai nostri lettori?

Se mi è concesso, per dare la cifra della mia vita, parafrasando la canzone ‘A risa di Bernardo Cantalamessa – il primo brano della canzone italiana ad essere stato inciso su disco – direi: “Lu nonno mio diceva / ca tutte li ffaccenne / faceva isso cantando… /E accussì i’ voglio fa… / Chist’è ‘o difetto mio, / è bbene ca ‘o ssappiate / e ‘nzieme cu me cantate / ca bene ve farrà!”

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Laura Misticone al Teatro Corallo di Torre del Greco in ‘Antonio, Scapece e la Malafemmina’

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