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venerdì, 21 Gennaio 2022

Intervista esclusiva a Lucia de Cicco

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Antonio Luca Russohttps://www.21secolo.news
Studente di Giurisprudenza presso l’Università “Federico II” di Napoli, fin da piccolo appassionato di attualità, scienze, polita ed esteri. Tra un manuale di diritto e l’altro, adora espandere i propri orizzonti con viaggi e letture. Crede fermamente nei princìpi espressi nella nostra Costituzione e nel ruolo fondamentale della Giustizia nella nostra società.

Giugliano in Campania, epicentro della Terra dei Fuochi.  Di giorno e di notte decine di roghi tossici vengono appiccati, rendendo l’aria irrespirabile e satura di fumi venefici. Nel silenzio delle istituzioni e nell’indifferenza che ancora regna sovrana in queste aree, opera un’ associazione che ha come obiettivo primario la sensibilizzazione della popolazione sulle questioni ambientali. Gli attivisti dell’associazione E.c.o. (Ecologia, Controllo, Operatività) della Fascia Costiera da anni, infatti, si impegnano attivamente nella tutela delle zone costiere e periferiche dell’immenso comune di Giugliano.

In Via Ripuaria, enorme asse stradale che collega diversi comuni del napoletano, è sita un’isola ecologia che puntualmente viene abbandonata a se stessa, rendendo così inutili gli sforzi di quanti si impegnano con dedizione nella raccolta differenziata. Lucia De Cicco, ambientalista e presidente dell’associazione E.c.o. della Fascia Costiera, ci ha concesso un’intervista e illustrato il punto della situazione.

Interno dell'isola ecologica di Via Ripuaria
Interno dell’isola ecologica di Via Ripuaria

Qual è attualmente lo stato dell’isola ecologia di Via Ripuaria?

«Il sito in questione è impropriamente definito “isola ecologica” in quanto si tratta di “punto di conferimenti assistito”. Attualmente dovrebbe essere anche riconosciuto come “punto ecologico mobile”, nel senso che all’orario di chiusa dovrebbe essere svuotato, cosa che però non avviene in violazione alle prescrizioni dettate dalle ordinanze comunali. L’ordinanza comunale in questione, inoltre, è illegale, in quanto scaduta il 17 settembre. Doveva essere rinnovata, ma a oggi sull’albo pretorio non abbiamo evidenziato alcuna proroga. Le stesse prescrizioni della medesima ordinanza non sono poi rispettate, poiché è possibile conferire anche rifiuti non previsti, come ad esempio pneumatici».

La collaborazione attiva di cittadini e commercianti della zona è fondamentale. Lei, in qualità di presidente dell’associazione E.C.O. come valuta il loro impegno?

«I cittadini rispondono qualora sensibilizzati e messi in condizione di poter fare il loro dovere. Stesso discorso anche per i commercianti. Dopo un monitoraggio di un paio di giorni effettuato fuori al punto di conferimento, infatti, abbiamo evidenziato il deposito di imballaggi, anche dopo l’orario di chiusura,  da parte dei commercianti i quali, secondo un’ordinanza del comune di Giugliano, dovrebbe beneficiare di un servizio di raccolta di imballaggi, tutti i giorni, compreso il sabato. Cosa che tuttavia non avviene e che costringe il commerciante a conferire gli imballaggi fuori a quel punto».

Possiamo quindi dire che i cittadini vorrebbero fare il loro dovere, ma lo stesso non si può dire per le istituzioni?

«Diciamo che il servizio di raccolta non ottempera a quelle che sono le prescrizioni previste dall’appalto comunale. Il problema è il mancato controllo su tale attività. I membri della nostra associazione molto spesso hanno spiegato ai commercianti che il servizio di raccolta imballaggi è un servizio che spetta di diritto alle utenze commerciali e che loro devono esigere che chi di dovere svolga la propria attività cosi come prescritto, anche perché è un servizio, lo smaltimento di rifiuti, che noi paghiamo. Nei pressi del punto di conferimento di Via Ripuaria, inoltre, è presente un lembo di terra di proprietà regionale: lì ritroviamo spesso abbandonati dei rifiuti di varie tipologie e la sera assistiamo a un vero e proprio banchetto da parte dei topi».

Rifiuti abbandonati in Via Ripuaria, accanto all'isola ecologica.
Rifiuti abbandonati in Via Ripuaria, accanto all’isola ecologica

A chi spetterebbe la pulizia di quell’aerea abbandonata a se stessa?

«La regione dovrebbe provvedere quantomeno a tenerla pulita. Ci sono inoltre delle ordinanze comunali che prevedono, per la prevenzione sia di sversamenti abusivi sia di eventuali roghi, l’obbligo di recintare e pulire tali appezzamenti di terra».

Quali saranno dunque le prossime iniziative dell’associazione E.C.O.?

«Per quanto riguarda la fascia costiera, abbiamo recentemente chiesto alla ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti di fare una programmazione con tutti i commercianti e ottimizzare così il servizio, proprio per poter evitare i tristi paesaggi che contraddistinguono la nostra area. Tutto ciò per salvaguardare sia la salute pubblica, che il decoro urbano. Abbiamo anche consegnato ad alcuni responsabili della ditta un elenco di attività commerciali che non beneficiano del servizio di raccolta. Abbiamo anche chiesto di poter compiere dei sopralluoghi insieme agli ispettori ambientali della ditta per capire quali sono i disservizi. Noi controlleremo anche questi work in progress data anche la mancanza di controlli e di sanzioni da parte della polizia municipale sul territorio. Provocatoriamente abbiamo anche proposto l’adozione di un bollino verde per chi assume comportamento virtuosi, così come si fa con i comuni, nel conferimento dei rifiuti anche per stimolare positivamente».

La città di Giugliano, insieme ad altri comuni del casertano e del napoletano, è tristemente nota per la questione “Terra dei fuochi”. In questi mesi sono stati annunciati diversi interventi da parte del Governo, della Regione e degli altri enti per far si che i roghi possano cessare. A oggi Lei come valuta queste iniziative?

«Noi dell’associazione E.C.O. abbiamo notato un aumento sulla fascia costiera del numero di roghi. Più volte siamo stati testimoni, durante il nostro monitoraggio, di roghi in determinate aree circoscritte, cioè a testimonianza del menefreghismo di alcuni proprietari terrieri che non ottemperano alle prescrizioni di legge. In occasione del funerale del fratello di Don Patriciello abbiamo incontrato il dottor Cafagna, responsabile della cabina di regia del Patto per la terra dei fuochi e abbiamo evidenziato il quotidiano appiccamento dei roghi sulla fascia costiera che rende l’aria irrespirabile quasi tutte le notti. Comunque va evidenziata molta sensibilità da parte dei cittadini che stanno segnalando tali incendi, ma il problema è sempre legato alle istituzioni che vengono meno. Noi abbiamo denunciato determinati luoghi che sono oggetto si sversamento e conseguente appiccamento di roghi. A questo punto la domanda è: noi cittadini cos’altro dobbiamo fare? Abbiamo segnalato e la procura sta indagando, ma il problema è che si fanno molte leggi ma la loro applicabilità concreta viene sempre meno. Abbiamo anche documenti che provano segnalazioni fatte ai carabinieri di discariche abusive, tutto però resta sempre uguale e ciò ci fa sentire sempre più impotenti».

Lucia De Cicco, presidente di E.c.o. della Fascia Costiera
Lucia De Cicco, presidente di E.c.o. della Fascia Costiera

Alla luce della sua esperienza, come valuta il lavoro dei commissari prefettizi insediatisi dopo lo scioglimento per infiltrazione mafiosa del comune di Giugliano?

«Dal commissariamento mi aspettavo un input positivo che potesse accelerare alcuni processi, che però non è arrivato. Alcune cose sono state fatte, come ad esempio la videosorveglianza, però se ci rechiamo in Via Madonna del Pantano noteremo un canneto che copre la visuale della telecamera. Un altro esempio? Il 15 settembre si è tenuta presso la Regione una conferenza dei servizi per quanto riguarda la messa in sicurezza di alcune discariche che noi da anni stiamo segnalando, come Novambiente e Masseria del Pozzo. I commissari sono stati invitati in qualità di rappresentati del comune di Giugliano, ma né loro, né alcun dirigente a titolo dell’amministrazione, né i rappresentati dell’ASL comunale si sono presentati. Noi di E.C.O. abbiamo anche telefonato per capire il perché di tale assenze, ma ci hanno risposto che non erano al corrente di questo incontro. Fatto sta che l’albo pretorio conteneva le delibere che riportavano la convocazione di questa conferenza. Quindi, a mio giudizio, posso dire che non noto la differenza tra i commissari e le precedenti amministrazioni».

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