Intervista ad Andy Battaglia, la voce di Radiobyandy

Andy Battaglia, si racconta al 21 secolo news

Una partnership felice, che nasce dal desiderio di coniugare la radiotrasmissione al supporto delle notizie giornalistiche, il 21 secolo news incontra ” Radiobyandy”.

Andy Battaglia, fondatore di ” Radiobyandy ” si racconta :

Chi è Andy Battaglia? Ci parli di Lei. 

<< Posso dire di aver avuto sempre dentro di me una spiccata sensibilità per la musica e il desiderio di riportarla anche nei rapporti con le persone. All’età di 13 anni ho cominciato a suonare la tastiera e da lì non ho più smesso di coltivare le mie passioni artistiche. Credo in effetti che in ognuno di noi si nasconda l’arte, aspetto solo il momento per balzare fuori. Abitavo a Cava de’ Tirreni e poi mi sono trasferito a Milano nel 79 e lì ho pensato di creare il progetto della Radio.

A tal proposito: come nasce  RadiobyAndy?

<<  L’origine del progetto risalgono proprio al 79′, all’epoca nacquero le radio che oggi sono diventate assai influenti. In quel periodo creavo Radio 2001 emittente in Fm, con delle strumentazioni che ho costruito da me, partendo da un trasmettitore Fm che riusciva a coprire tutta la città di Milano e alcune province. Ricordo ancora il momento dell’accensione del trasmettitore, l’attimo in cui tutto inizia e cominciano le trasmissioni è stata un’emozione unica. E’ lì che scoppia dentro un qualcosa di indescrivibile misto alla voglia di interagire con gli ascoltatori e accogliere la loro voce>>

Da Radio 2001 arriviamo a Radiobyandy oggi.

<<    Radiobyandy sorge un po’ dal vecchio progetto. Ma non più in Fm, ma web radio. E’ nata nel 2011 con la voglia di ritrovare strumenti di comunicazione che oggi sembrano perduti. Ritrovare un certo calore, delle emozioni che siano in grado di liberare da canoni precostituiti o imposti, come vuole un po’ l’attuale mercato della musica.  L’obiettivo è quello di dare voce il più possibile voce agli ascoltatori con interventi, approfondimenti culturali, giornalistici e richieste musicali.>>

E’ possibile dunque dire che la radio sia, a differenza degli altri media, uno strumento intimo di trasmissione? Nonché un ottimo mezzo per veicolare messaggi di una certa importanza?

<< Sì sicuramente. La voce, la voce in radio è fondamentale. In radio emerge una parte umana che non può non essere riconosciuta, chi lavora in questo campo si apre inevitabilmente  all’altro, ne accoglie le richieste, instaura un rapporto basato sul confronto e sull’ascolto diretto. Altrettanto importante è il valore della musica che io considero evocativo, per ricordare un concetto proustiano: la musica è capace di riportare alla mente odori, sapori e ricordi legati non soltanto alla vita del singolo individuo, ma anche interi contesti storico-sociali. Ricordo ancora quando chiudevo negli anni 80′ le trasmissioni di Radio 2001, passai un pezzo di Peter Frampton che ancor’oggi, riascoltandolo, suscita in me una emozione fortissima che mi accompagnerà sempre. >>

Perché ha deciso di collaborare col 21 secolo news?

<< Ho ritenuto necessario avere un supporto giornalistico in radio. Trasmettere notizie, approfondimenti culturali ed anche creare uno spazio di discussione sociale. Oltre alla trasmissione di musica, la radio voglio abbracci a 360° le informazioni, i contenuti. Sto programmando infatti degli interventi con i giornalisti del 21 secolo che saranno chiamati ad intervenire in trasmissione. >>

Se dovesse lasciare un messaggio, quale sarebbe?

<< Ecco, ritornando al valore della musica, potrei dire certamente di lasciarsi coinvolgere, lasciarsi andare alla musica poiché quest’ultima ha il l’indubbio potere di divenire carburante, sollevare e risollevare. La musica è carica e vita ed è per me la colonna sonora dei nostri sogni. I quali vanno seguiti senza riserve>>

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