31.2 C
Napoli
martedì, 9 Agosto 2022

Inter Napoli. I soliti colpiscono ancora

Da non perdere

In quella che sarebbe dovuta essere una serata dedicata alla memoria di Davide Astori,  lo sfortunato calciatore, morto giovanissimo, per un arresto cardiaco, sono andati in scena  invece i soliti idioti, che immediatamente dopo il  minuto di silenzio, dedicato al cordoglio  e alla commozione, non hanno invece fatto mancare i “soliti” insulti beceri, inneggianti ad una pulizia etnica, attraverso una eruzione del Vesuvio, che definire a sfondo razziale  è  divenuto solo un alibi per sfogare gli istinti animaleschi di poveri dementi.

Il fatto, di per sé,  non sarebbe nemmeno degno di cronaca,  se si riconducesse ad un isolato episodio e finirebbe lì, bisogna invece registrare che vi è  stata un eco negli stadi di Venezia e Torino, dove si sono purtroppo, verificati fenomeni analoghi.

Le ingiurie, che vanno ben al di là  del semplice e sano sfottò, assumono una connotazione quasi grottesca, la cui ripetitività fa però  molto riflettere, non tanto per  i beceri  protagonisti di tali gesti incivili, quanto sulle ripercussioni sociali che dividono purtroppo,  profondamente la nostra. Società e il nostro. Paese,  creando un divario, accettato passivamente da alcune forze politiche. Diversamente non si giustifica l’immobilismo delle istituzioni, di fronte a segnali, così  clamorosi, vero e proprio  messaggio di sfida, attraverso  una decisa azione di repressione. Ci si interroga  sul perché si concede ancora tanto spazio a queste pericolose derive?

Circola peraltro in questi giorni su internet un post, a firma di un non ben definito paladino della italianità,  che nella sua veste istituzionale di operatore sanitario, riferisce, nella sua stoltaggine, di avere delle preferenze di fronte ad una sua prestazione, distinguendo dalla provenienza geografica del povero malcapitato che avesse bisogno delle sue cure.

CURE! Di cure  infatti si parla e la stessa parola, che per sua estrazione, dovrebbe prevedere imparzialità ed essere invece garanzia per quanti soffrono, senza discriminazioni di sesso, estrazione, ceto e cittadinanza, assume una maggiore gravità, quando espressa in modo incosciente,  da una figura che per legge, dovrebbe essere tenutaria e paladina  di tali principi e valori assoluti.

Bella l’immagine di ieri, che assume un significato ancor maggiore, scaturente  dell’abbraccio congiunto tra giocatori di maglie diverse, paese e culture differenti, che uniti in un unico commovente gesto, dall’inestimabile valore simbolico,  ha sparigliato le carte, allo sparuto gruppo di imbecilli, che si saranno trovati spiazzati, non avendo colto l’occasione di porre rimedio alla loro sterilità sociale, non coltivando tale sentimento nell’affettività, che li rende incapaci di capire, riducendoli alla sola condizione di frustrati e  perdenti.

Da uomini di sport, ci piace constatare,  quanto, un fatto seppur  cosi triste, come la morte di Astori,  possa avere invece giovato all’intero movimento, al punto  da essere messaggio di UNIONE, al di là  del colore, della razza, della religione e del sesso, che funga da   traino ed esempio per le generazioni a venire, che hanno apprezzato e percepito, il grido, “silenzioso” di quanti si sono schierati, attraverso un gesto semplice di solidarietà e unione, lanciato sui campi di gioco, della intera serie A,  restituendo alla parola campione il suo vero significato. Esempio. L’applauso dell’Italia tutta solidale, sugli stadi  e dalle case, ha suggellato, l’alleanza contro gli sciocchi e i pregiudizi.

Grazie Davide, grazie Campione!

image_pdfimage_print

Ultimi articoli