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giovedì, 8 Giugno 2023

Insegnanti: in Italia i più poveri

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Mariapaola Ramaglia
Mariapaola Ramaglia
Sono laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione e in Economia Aziendale e sono Mediatrice Familiare. Da anni, collaboro con diverse Associazioni che si occupano di difendere i diritti dei minori e sostenere famiglie che vivono situazioni di disagio o sofferenza. Sono socia di un'Associazione, in cui mi occupo di formazione ed essendo appassionata di comunicazione e scrittura, sono anche scrittrice, blogger e web writer.

Mentre nel resto d’Europa gli stipendi aumentano, gli insegnanti italiani sono sempre più poveri: è quanto emerge da uno studio della Commissione europea, attraverso il portale Eurydice. Secondo questo report, tra il 2009 e il 2014, le indennità degli insegnanti italiani di scuole materne, elementari e medie hanno perso ben l’8% del loro potere di acquisto. Alle scuole superiori, i salari dei professori nel periodo considerato, sono rimasti più o meno invariati, anche se, comunque, ridotti dell’1%.

Da Bruxelles fanno sapere che in quasi tutti gli altri stati europei gli stipendi degli insegnanti sono cresciuti. Ciò che ha penalizzato i docenti italiani sono stati il blocco del contratto (che è scaduto nel 2009), il congelamento degli scatti dello stipendio e anche i tagli alle risorse per le attività aggiuntive. Tutte queste circostanze hanno influito negativamente sul salario reale degli insegnanti, che, qui in Italia, ha subito inevitabilente una forte riduzione.

Secondo la Uil scuola, poi, la situazione futura è resa ancor più preoccupante dalla prospettiva che gli stipendi rimangano bloccati fino al 2019 e che siano previste delle mini-pensioni (60-70% dell’ultima retribuzione) per i docenti in servizio che hanno un’età inferiore a 50 anni quando andranno in pensione. Data la preoccupazione suscitata da questa situazione, i sindacati hanno raccolto 300mila firme per richiedere il rinnovo del contratto.

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