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sabato, 3 Dicembre 2022

Influenza suina a Napoli: istituto “Milani” chiuso

Contratto il virus AH1N1 in una scuola di Caivano

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Rosalba Caramiello
Giovane psicologa clinica laureatasi all'Università di Roma "La Sapienza" ed educatrice, appassionata di giornalismo e fotografia.

Nella scuola “Milani” di Caivano è stato registrato un caso del noto ceppo influenzale che già un anno fa destò allarmismi e paura.

Il bambino, di prima elementare, è ora ricoverato all’ospedale Cotugno di Napoli.

L’istituto “Milani” rimarrà chiuso domani per via della sterilizzazione della struttura. Saranno sottoposti al trattamento di profilassi anche tutti coloro che siano stati a contatto con il bambino, sia tra i compagni che tra i docenti.

Il contagio del virus AH1N1 avviene con le stesse modalità di una normale influenza stagionale.

Si propaga attraverso un canale di diffusione diretto, quale è la saliva emessa starnutendo o tossendo, o, indirettamente, toccando oggetti contaminati da secrezioni infette.

La trasmissione non si verifica mangiando carne di maiale, una credeva che tempo addietro fece precipitare la vendita di carne procurando una psicosi ingiustificata.

I sintomi dell’influenza annoverano febbre alta, brividi, cefalea, inappetenza, dolori muscolari e articolari a cui potrebbero aggiungersi in seguito lacrimazione e sensibilità alla luce, mal di gola, tosse, con la presenza o meno di nausea, vomito, diarrea e dolori addominali.

Il Ministero della Salute si pronuncia: “Nell’uomo infezioni da virus influenzali suini sono state riscontrate occasionalmente fin dagli anni ’50, sempre legate ad esposizione e contatti ravvicinati (1-2 metri) con suini, ma il nuovo virus AH1N1 si è ora adattato all’uomo ed è diventato trasmissibile da persona a persona”.

Un caso si è manifestato anche in un’anziana 62enne di Ferrara, deceduta due giorni fa all’ospedale Sant’Anna. La paziente era però affetta da più patologie di grave entità.

Lo scorso gennaio erano stati raggiunti nuovamente i vertici di contagio, pari addirittura a quelli di 10 anni prima, quando cioè il ceppo era mutato consentendo il passaggio da uomo ad uomo e lasciando impreparato tutto il personale sanitario.

Molti i casi che furono identificati al Cotugno di Napoli, unica struttura che godeva della possibilità di diagnosi per mezzo dell’apposito test.
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