India: 25 morti e scontri durante le elezioni

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In meno di 48h le elezioni per il rinnovo del consiglio di villaggio, nell’area orientale del Bengala, diviene scenario di guerriglia urbana.

Nei paesi in via di sviluppo, spesso i concetti del Liberalismo, come anche di democrazia e uguaglianza, spesso stentano a decollare.

Un esempio tangibile è certamente il rapporto che hanno in Iran le donne con le istituzioni, oppure in aree geografiche, come la penisola indiana, soggetta in alcune aree al più severo tradizionalismo che prevede ancora il regime cetuale delle “caste”.

Un vero e proprio bollettino di guerra può essere il paragone più consono per comprendere come si sono svolte le ultime elezioni nello stato dell’India, durante le ultime 24 h, che hanno visto la morte, durante gli scontri di 25 persone.

Secondo il “Times of India” durante le elezioni per il rinnovo del consiglio di villaggio <<panchayat>>, nell’area orientale dello stato del West Bengala, in India, si sono svolti violenti scontri ed incidenti tra manifestanti e rappresentanti della polizia indiana, che secondo il rapporto della polizia sarebbe di 25 vittime accertate.

Gli scontri, come riporta la fonte giornalistica indiana, hanno avuto inizio  dalla giornata di lunedì ed hanno avuto come esito 15 morti, tutti civili e nessun agente delle forze dell’ordine. Altre 10 persone sono morte durante gli scontri che hanno avuto luogo durante la giornata di ieri. Inoltre, altre 5 persone sono in pericolo di vita  a causa delle ferite riportate durante le manifestazioni violente.

Intanto, le autorità locali, proprio a seguito dei gravi incidenti ed episodi di violenza delle ultime 48 h, hanno predisposto il blocco del voto svoltosi durante le giornate di lunedì e martedì, ordinando in un  secondo momento, il ripristino dello svolgimento delle elezioni in tutta l’area, che coinvolge 573 seggi nella sola piccola area del Bengala.

Inoltre, le autorità hanno annullato il voto solo presso i seggi in cui le urne sono state assaltate in modo violento dai manifestanti.

Proprio il voto è stata la causa prima degli scontri.

Infatti inizialmente ad accendere i primi focolai, sono stati i manifestanti che con l’ausilio della forza hanno fatto irruzione in alcuni seggi per portare via gli scrutini e le urne, oppure danneggiando materialmente le schede. Successivamente la violenza si è spostata sui responsabili dei seggi e gli scrutinatori, facendo degenerare la situazione in meno di 10h.

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