Impeachment, Trump assolto: l’errore dei Democratici

La vittoria della maggioranza conservatrice

“Abbiamo respinto il declino degli Stati Uniti, e non torneremo più indietro. Questa poteva essere una sconfitta per la democrazia”. Donald Trump non le manda certamente a dire e festeggia la vittoria (52 voti contro e 48 a favore) come soltanto lui sa fare. “E’ stata una vergogna – ha poi detto qualche giorno dopo -. Una grande ingiustizia per tre anni portata avanti da gente bugiarda. Non so se un altro presidente sarebbe riuscito a superare questa situazione”. 

Le prime scintille le provoca quando all’ingresso al Senato non stringe la mano alla speaker, Nancy Pelosi, e poi è un duetto di frecciatine e colpi bassi.A Alla fine il verdetto di maggioranza è l’assoluzione su quello che era ormai da tempo divenuto l’Ucraina Gate.

La Repubblica analizza bene il concetto espresso dal Presidente degli Stati Uniti. Ha approfittato, ha spiegato il quotidiano, per farsi la campagna elettorale ben conscio che le telecamere fossero in suo favore. Il discorso, infatti, non è incentrato sull’accusa di quel momento ma sulle cose che aveva promesso in campagna elettorale.

Discorso che, la settantanovenne Pelosi, strappa. Letteralmente. “Ha strappato la costituzione”, ha poi tuonato il vicepresidente del Senato, ma al massimo è andata contro l’etichetta. Tra i due l’astio è profondo.

Una campagna politica controproducente

I Democratici sembrano un po’ seguire la scia delle sinistre europee. Per contrastare il populismo e le destre ne provano molte ma non ne fanno una giusta. Un errore politico, in questo caso, è stato commesso nel far campagna contro Trump basandosi sull’Impcheament pur sapendo, e questa è storia, che al Senato fosse l’altra parte ad avere la maggioranza.

Un errore che fa perdere molta credibilità in vista delle presidenziali. Vero è, comunque, che l’Ucraina Gate ha fatto male all’attuale Presidente e le tanto attese primarie del Partito Democratico potrebbero cambiare la storia. Una pagina che verrà scritta, qualsiasi sia l’esito, il 3 novembre prossimo.

La speaker Pelosi, ad ogni modo, è divenuta personaggio davvero di spicco di questa vicenda. Quest’ultima però non è sembrata turbata più di tanto dalla polemica: “Trump ha fatto a pezzi la verità, io ho fatto a pezzi il suo discorso che è un manifesto di bugie. Del resto – ha riportato l’Ansa – era la cosa più cortese da fare considerando quali potevano essere le alternative”.

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