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sabato, 4 Febbraio 2023

Nuovo appuntamento del progetto “Immersi nell’arte”

Museo di Capodimonte e Stazione Zoologica Dohrn pressentano l'incotro tra arte e fauna marina

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“Immersi nell’arte” è un progetto nato dalla collaborazione tra il Museo di Capodimonte e la Stazione zoologica Anton Dohrn dove si incontrano arte e fauna marina.

Una galleria virtuale che permette di scoprire la biologia marina attraverso le opere d’arte.

Un progetto virtuoso quello di “Immersi nell’arte, che si articola di 12 appuntamenti, uno per ogni mese dell’anno.

Iniziato nel marzo del 2021 è ormai giunto ad un nuovo, interessantissimo, incontro.

I 12 post sono stati e saranno curati in sinergia tra gli esperti d’arte del Museo e i biologi marini della SZN.

I post sono stati pubblicati in contemporanea sui rispettivi canali social ufficiali Facebook e Instagram.

Lo scopo del progetto è avvicinare scienza e cultura e raccontare fauna e flora del Mar Mediterraneo.

Come? Attraverso gli spunti inediti offerti dalle opere d’arte custodite nella ex riserva di caccia dei Borboni, oggi Museo.

Un connubio tra arte e mare che, in realtà, interessa l’arte campana sin da tempi immemori.

Ne sono sicuramente un esempio le divinità che popolano gli affreschi delle case pompeiane, dove si mischiano religione, mito e fauna.

Il nuovo appuntamento di “Immersi nell’arte”

Il nuovo appuntamento sarà incentarto sul “Nettuno” attribuito ad Adam Lenckhardt.

Questo artista tedesco ha ritratto la divinità del mare con i suoi attributi tipici: il tridente e la fauna marina.

Diverse le statuette da lui realizzate, tutte interamente in avorio, seguendo la tradizione cinquecentesca e manierista italiana.

Le sue opere attirarono l’attenzione di Maria Maddalena Farnese, che volle il Nettuno nelle sue collezioni.

La statuetta ha seguito poi impervi percorsi sino ad arrivare, nel 1708, nella Galleria delle cose rare, «una sorta di “Camera delle meraviglie”: una raccolta di oggetti rari dei secoli XVI e XVII, testimonianza del gusto dei Farnese», questa la descrizione fornita dagli esperti del Museo.

 A portare le collezioni farnesiane a Napoli, tra cui anche il Nettuno, re Carlo di Borbone.

La storia di Nettuno

Nettuno, figlio di Crono e fratello di Zeus, era tra le divinità più importanti del pantheon romano.

Il suo culto viene da quello più antico di Poseidone, il dio greco del mare.

La dualità dell’iroso dio, è ben espressa nel nome dalla pianta marina che da lui prende il nome: la Posidonia.

Dal Dio del Mare il nome di una Regina della Fauna Marina

Come raccontano agli utenti gli esperti della Stazione zoologica:« È proprio dal nome greco del dio del mare, Poseidone, che prende il nome di uno dei più longevi organismi marini, la pianta che caratterizza con le sue praterie le coste di tutto il Mar Mediterraneo».

Questo particolare organismo acquatico ha una fortissima rilevanza ecologica.

La Poseidonea, infatti, oltre a proteggere le coste dall’erosione viene utilizzata come indicatore della qualità delle acque.

Fornisce inoltre nutrimento e protezione a molti organismi marini autoctoni del Mediterraneo.

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