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Il Volturno: il fiume della Campania

Il Volturno è uno dei più importanti fiumi del sud Italia e attraversa, principalmente, la nostra regione: la Campania.

Da sempre, ha rappresentato un confine di difesa naturale per chiunque tentasse di addentrarsi nella fertile pianura campana, la Campania Felix.

Storia

Sin dall’insediamento etrusco, il percorso d’acqua fluviale è stato fonte di ricchezza e prosperità: era, a quel tempo, un punto importante per il commercio dell’Antica Capua.

Durante l’età romana, il fiume prenderà il nome di Casilinum.

Casilinum andrà poi in rovina e sarà sostituito nelle sue funzioni da un porto romano, costruito per volere dell’imperatore Claudio.

I capuani, dopo aver assistito alla distruzione della loro antica città da parte dei Saraceni, scelsero proprio il punto in cui nasce il Volturno, come loro dimora.

Etimologia

Il termine Volturnus deriva dalla radice “Vel” e dal suffisso “Thur“, un personaggio mitologico. Thur era la divinità di tutto ciò che scorreva.

Altri studiosi sostengono che la denominazione sia di derivazione etrusca più che romana: Thur sarebbe difatti stato un dio etrusco, poi adorato anche dai Romani.

Il mito

Stando alla leggenda, Volturno era innamorato di Galatea, figlia del monte Tifata e padre della ninfa Giuturna.

Tale dato mitologico ci è stato fornito sia da un’iscrizione latina della basilica Sant’Angelo in Formis, che da un’opera presente all’interno del Palazzo Antignano (museo campano).

Le caratteristiche fisiche

Il Volturno è il fiume più lungo dell’Italia meridionale, nasce in Molise, ma arriva sino alla nostra regione.

Precisamente, il fiume ha origine nel comune di Rocchetta a Volturno, in provincia di Isernia.

Bagna tantissimi comuni molisani e campani, per lo più cittadine e paesi appartenenti alla provincia di Caserta.

Dopo il ponte 25 Archi, il corso fluviale rappresenta il confine fra Molise e Campania, attraversando la piana di Venafro.

Le sue acque in territorio campano sono un dono, da sinistra, del fiume Lete, del torrente Aduento e del torrente Titerno e, da destra, del rivo Tella.