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lunedì, 28 Novembre 2022

Il riscatto passa dal Mare di Nisida

Il progetto nasce dalla collaborazione anche di Marina Militare, Corpo Militare dell’Ordine di Malta, Asia, Archeoclub D’Italia, MareNostrum, Arpac Campania, alcuni ristoratori, club e circoli.

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Il riscatto che passa dal Mare di Nisida, i ragazzi dell’area penale si immergono per la pulizia dei fondali. 

Sono ragazzi che hanno aderito al progetto Bust Busters. Durante i corsi di formazione hanno visto e conosciuto il patrimonio ambientale della loro città.

Minorenni dal passato buio ma con tanta voglia di riscatto, protagonisti di un nuovo percorso, o meglio, un progetto educativo che si svolge nelle acque di Nisida.

Un progetto del Ministero della giustizia rivolto a giovani detenuti, in comunità o in un percorso di riscatto che dopo aver conseguito il brevetto da 18 metri per sub s’immergono per scandagliare e ripulire i fondali delle acque di Nisida. I ragazzi diventano quindi dei veri e propri cittadini attivi per la comunità, guidati a una forte voglia di ricominciare. Un progetto di recupero ambientale oltre che di formazione vera e propria, grazie al quale i ragazzi possono guardare al futuro con occhi diversi, impegnandosi in qualcosa di concreto.

Giuseppe Centomani, direttore del Centro minorile della Campania ha dichiarato: “Questi ragazzi vedranno un altro mondo: il patrimonio ambientale sottomarino del golfo di Napoli e cercheranno di tutelarlo e di amarlo”.

Ad accompagnare i ragazzi Rosario Santanastasio, presidente nazionale di Archeoclub D’Italia, ma anche i palombari della Marina Militare e i sub di MareNostrum.

Il progetto nasce dalla collaborazione anche di Marina Militare, Corpo Militare dell’Ordine di Malta, Asia, Archeoclub D’Italia, MareNostrum, Arpac Campania, alcuni ristoratori, club e circoli.

Un’operazione che rientra nell’ampio programma di tutela ambientale messo in campo da Archeoclub D’Italia Nazionale.

Grazie a quella che può essere definita una esperienza di vita, i giovani dell’Area Penale di Napoli hanno potuto osservare un mondo diverso, appartenente a tutti, anche a loro stessi, toccando con mano il vasto patrimonio ambientale e culturale di Napoli.

Dunque, non solo pulizia di quegli stessi fondali, ma anche un’attività di tipo professionale, avendo i ragazzi svolto un corso per diventare sub. Una grande opportunità per tutti i minori coinvolti, che con grande emozione hanno dimostrato – di esserci, di non essere invisibili – mettendosi a disposizione della collettività.

 

 

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