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domenica, 23 Gennaio 2022

Il Regno Unito in lotta contro l’obesità

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Le autorità del Regno Unito negli ultimi anni sono scese in campo per arginare il fenomeno dell’obesità tra la popolazione, la più classica delle patologie del mondo occidentale. Secondo alcune stime 1 inglese su 4 è affetto da questa patologia, e le autorità temono che nel giro di 40 anni la situazione risulterà incontrollabile, e coinvolgerà il 60% degli uomini, il 50% delle donne e il 25% dei bambini.

Ad aggravare la situazione non sono solo i pericoli per la salute che la popolazione della Gran Bretagna corre, ma anche le grandi spese mediche a cui (a detta dello stato britannico) si ritrova a dover adempire: le somme si aggirano intorno alle 5 miliardi di sterline ogni anno.

Per risolvere la situazione il governo britannico, muovendosi sulla falsa riga dei provvedimenti presi degli Stati Uniti d’America (dove si contano circa 100 milioni di persone affette da questa patologia, tra adulti e bambini), ha proposto nel tempo diverse soluzioni, che però ancora non sono state applicate con efficacia.

21 Secolo Giovanni Ceriello Il Regno Unito in Lotta contro l'Obesità

Nell’ultimo periodo è stata mossa la proposta di consigliare 150 minuti di fitness alla settimana per tutti coloro che si trovano in sovrappeso, o hanno problemi di diabete. In risposta alle parole dei medici britannici sono arrivate molte critiche di esperti: uno fra tanti, il dott. Philipe de Souto Barreto, dell’ospedale di Tolosa (Francia) che ha messo in luce come le linee guide mosse dai britannici  non sono alla portata di tutti, specialmente dei più anziani e, inoltre, esistono buone possibilità che non arrivino effettivi benefici da una attività fisica eccessiva. Il dott. Philipe de Souto Barreto ha infine dato una sua “soluzione” consigliando alle persone sedentarie di svolgere piccole attività fisiche, che risultano essere più salutari di un’attività troppo intensa.

Di tutt’altro parere è il dott. Kevin Fenton, membro del Ministero della Salute  inglese, che, sul sito della BBC, difende le linee guida mosse:

Tutti hanno bisogno di essere attivi ogni giorno: esercizi di 10 minuti o più hanno portato a benefici per la salute, ma arrivare a 150 minuti di attività ogni settimana è la quantità necessaria per avere un maggior impatto positivo su patologie e disturbi.

 Tralasciando le polemiche sull’argomento, bisogna dire che per risolvere il problema dell’obesità bisogna partire dall’origine, ovvero dalla tavola. È infatti a causa di una cattiva alimentazione che questa patologia si diffonde più rapidamente: fast food, cibi preconfezionati, eccessi di vario genere sono le cause principali dell’obesità. Bisogna quindi indirizzare la popolazione verso un’educazione della cucina e, come sostiene il famoso chef britannico Jamie Oliver, bisogna iniziare fin dall’infanzia, abituando i bambini a mangiare sano, evitando gli eccessi e, inoltre, scegliendo il miglior cibo in commercio per garantire una vita migliore a tutta la famiglia.

Certo nella Londra del 2015, una vasta gamma di prodotti alimentari di qualità superiore è destinata ad una clientela che non solo ama il buon cibo, ma è anche ( e soprattutto) disposta a pagare una non indifferente somma di denaro, cosa che non tutti i britannici posso permettersi.

Allora per risolvere il problema dell’obesità, le prime a doversi muovere sono le istituzioni, che dovrebbero cercare di gestire il mercato alimentare in modo tale da equilibrare il rapporto qualità e prezzo del buon cibo. In tal modo tutta la popolazione potrebbe essere in grado di usufruire di alimenti di ottima qualità, e non si ritrova costretta ad optare per compromessi, scegliendo cibi di scarsa qualità, che non fanno altro che peggiorare la situazione generale.

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