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lunedì, 24 Gennaio 2022

Il ratto da compagnia

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Claudio Melluso
Collaboratore XXI Secolo. Medico Veterinario specialista in patologia aviare e del coniglio (Napoli).

Originario dell’Asia ma ormai diffuso in quasi tutto il mondo, il ratto (Rattus norvegicus) è anche un ottimo animale da compagnia.

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Jack Black. Tra i primi a scorgere nel ratto le qualità di ottimo animale da compagnia.

L’allevamento di questi animali ha origine in Inghilterra nell’età vittoriana per opera, tra gli altri, di Jack Black, allevatore di razze canine che era solito catturare ratti che si caratterizzavano per particolari colorazioni o tessiture del mantello allo scopo di farli accoppiare ed ottenere soggetti di aspetto gradevole da vendere quali animali da compagnia, spesso particolarmente apprezzati dalle giovani nobildonne. Grazie quindi a personaggi quali Jack Black e Mayhew Shaw attualmente esiste una grande varietà di mutazioni di Rattus norvegicus diversi per colore, struttura o addirittura assenza del pelo, nonché per la collocazione delle orecchie, più laterali nella varietà “dumbo”.

Il ratto è un animale gregario, pertanto è consigliabile allevarli almeno in coppia. Considerata la prolificità della specie è opportuno sterilizzare precocemente i maschi; questi animali, infatti, possono raggiungere la maturità sessuale attorno ai 3 mesi e dare alla luce da 6 a 12 piccoli dopo circa 22 giorni di gravidanza. La longevità media è di 3 anni.

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Colore del mantello e posizione laterale delle orecchie rendono questo soggetto assai diverso dal progenitore selvatico.

L’alloggio deve essere piuttosto spazioso e sviluppato anche in altezza. La dotazione della gabbia di tunnel, amache e rifugi costituisce il giusto arricchimento ambientale per stimolare l’attività fisica e mentale di questi animali, intelligenti e curiosi che tendono però spesso all’obesità, anche a causa di un’alimentazione spesso eccessivamente ricca in grassi. Il fondo ideale è costituito da carta pressata riciclata da sostituire almeno 3 volte la settimana onde evitare che l’ammoniaca presente nelle urine irriti le mucose del ratto.
Diversamente dalla maggior parte degli altri roditori il ratto, se fin da piccolo abituato alla manipolazione ed alla presenza dell’uomo, ne gradisce la compagnia giovandosi dell’interazione con il proprietario che dovrebbe essere garantita per almeno un’ora al giorno. La loro spiccata intelligenza ed agilità li rende molto inclini all’apprendimento di giochi ed esercizi.

L’alimentazione deve essere costituita prevalentemente da pellet specifici, cereali integrali, vegetali e frutta. Sono assolutamente da evitare le classiche miscele di semi, spesso ricche in girasole, proposte da molti rivenditori, gli snack per roditori con semi e miele, i dolci, il latte ed in generale cibi molto grassi o zuccherati.

Il ratto andrebbe visitato dal veterinario subito dopo l’acquisto. E’ importante associare all’esame clinico anche l’analisi delle feci allo scopo di individuare la presenza di potenziali parassiti patogeni. Sucessivamente è consigliabile effettuare almeno 2-3 controlli l’anno. I maschi andrebbero sterilizzati.

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Esemplare in evidente sovrappeso. Questa condizione è tra i fattori predisponenti al diabete.

Le patologie più comuni della specie sono le infezioni respiratorie, le parassitosi cutanee, intestinali, l’obesità, il diabete e le neoplasie mammarie. Queste ultime, a causa della diffusione estesa del tessuto mammario nelle diverse regioni corporee sono spesso particolarmente voluminose rendendo la chirurgia relativamente complessa. Qualunque tumefazione va dunque indagata precocemente.

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