Il primo maggio dei lavoratori precari i Lavoratori Precari degli Aeroporti Italiani tessono una rete di collaborazione mai creata prima mettendo tutti sé stessi e i propri strumenti a disposizione della causa comune

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Oggi 1 maggio 2020 noi lavoratori precari abbiamo alle spalle già molti giorni di consapevolezze
maturate. Questa giornata non la celebriamo pronunciando consueti slogan di incoraggiamento né
aspettandoci soluzioni che arrivino da altri.
Quest’anno arriviamo al 1 maggio con poche ma nuove e grandi certezze:
noi lavoratori precari siamo soli con noi stessi. Con la nostra voce. E con il nostro impegno.
Da mesi dedichiamo le nostre giornate alla nostra causa. Oggi siamo consapevoli che saremo i soli
artefici di qualsiasi condizione migliore per il nostro futuro di lavoratori, qualora avessimo ancora
un futuro di lavoratori.
Oggi 1 maggio 2020, mentre i Lavoratori Precari degli Aeroporti Italiani tessono una rete di
collaborazione mai creata prima mettendo tutti sé stessi e i propri strumenti a disposizione della
causa comune, gli addetti ai lavori, gli esperti del settore, quelli che dovrebbero occuparsi delle
sorti del mondo del lavoro, quelli che dovrebbero saperne più dei lavoratori stessi, hanno
evidentemente una percezione della realtà lavorativa italiana che non corrisponde
lontanamente alla fotografia reale del nostro paese.
Di seguito qualche avvilente esperienza di confronto..
Pochi giorni fa, in occasione della diretta con la trasmissione Tagadà in onda su LA7 di cui siamo
stati ospiti attraverso l’intervista ad un nostro collega, tra le varie personalità partecipi alla
discussione, tutte visibilmente prive di adeguate risposte alle nostre domande, si è distinto il
giornalista e conduttore David Parenzo.
David Parenzo, appellandosi all’ultimo mese di Naspi di cui il nostro collega Antonio potrà ancora
usufruire, ha chiaramente sminuito la criticità e l’urgenza di trovare una soluzione adeguata alla
nostra crisi a lungo termine. Secondo il giornalista Parenzo, il collega Antonio può dormire per ora
sogni tranquilli poiché in fondo ha ancora un mese di Naspi su cui fare affidamento. Ci chiediamo
se il signor Parenzo abbia mai avuto modo di confrontarsi con la realtà del lavoro precario, con un
sussidio di disoccupazione e tutto ciò che esso implica. La riposta è ovvia!
Ieri 30 aprile, il sottosegretario Alessio Villarosa ospite ad Agorà in onda su Rai3, ha affermato che
i problemi rispetto alla fruizione dei bonus Cura Italia da parte dei lavoratori, in fondo non
esistono. Coloro che non hanno ottenuto il sussidio, a suo dire, hanno fornito un iban errato o
sono fuori da requisiti. Dunque pare non ci sia nulla da correggere nel Cura Italia. Ci chiediamo se il
dott. Villarosa faccia finta di non sapere ciò che da settimane ripetiamo instancabilmente: un
enorme numero di lavoratori precari resta fuori da ogni sussidio perché deliberatamente escluso
da chi ha concepito i decreti. Cavilli, codici, restrizioni hanno tenuto fuori da ogni possibilità
enormi numeri di lavoratori che hanno diritto come gli altri al Cura Italia.
Oggi 1 maggio la Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo pubblica un post sul suo social in cui si
congratula con i lavoratori per i loro sacrifici. Nel giorno della Festa dei Lavoratori, la Ministra
tralascia di riservare due parole alle ultime ruote del carro: i precari, i disoccupati, i disoccupati da
Covid, per i quali la ripresa è al momento non contemplata. Se prima dubitavamo che la Ministra
conoscesse effettivamente la triste e complessa realtà lavorativa italiana, oggi siamo certi di
avergliela abbondantemente mostrata. Tuttavia quella variegata ed estesa realtà non le interessa.

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