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Il primo gennaio si osservò per la prima volta “L’ottavo pianeta”

Dal primo gennaio 1801 Piazzi iniziò a seguire il moto di una strana “stella” di ottava magnitudine (poco più di quanto si può vedere a occhio nudo). Da una distanza ravvicinata, Cerere apparve come un mondo desertico ricoperto di crateri.

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Il primo gennaio si osservò per la prima volta "L'ottavo pianeta"

Il primo gennaio venne scoperto il primo pianeta nano: Cerere. La scoperta fu di Giuseppe Piazzi, ecclesiastico e astronomo, che in epoca pre-Plutone individuò il presunto pianeta, in realtà un asteroide piuttosto massiccio. 

Piazzi quel primo gennaio del 1801 notò un oggetto brillante che si spostava di moto proprio nel firmamento rispetto allo sfondo di stelle fisse. Racconta l’astronomo nel suo diario: “Risultati delle osservazioni della nuova stella scoperta il dì primo gennaio all’Osservatorio Reale di Palermo. Già da nove anni travagliando io a verificare le posizioni delle stelle che si trovano raccolte ne’ vari cataloghi degli astronomi, la sera del primo gennaio dell’anno corrente, tra molte altre cercai la 87.a del Catalogo delle stelle zodiacali dell’ Abate La Caille”.

Cerere orbita attorno al Sole ad una distanza media di 414 milioni di km, impiegando 4,60 anni per compiere un intero giro. La sua orbita è quasi circolare, ma non poggia sul piano dell’Eclittica essendo inclinata di circa 10,6°. Dal punto di vista fisico Cerere ha la forma di un ellissoide di rotazione.

Sulla superficie sono presenti diverse aree chiare, le più famose delle quali si trovano nel cratere Occator.

Il pianeta nano ha una massa ridotta per trattenere un’atmosfera propria, ma la luce solare fa evaporare l’ammoniaca e il ghiaccio d’acqua presenti sotto la sua superficie provocando una foschia che si diffonde nello spazio. Il nucleo di Cerere è probabilmente costituito da materiali pesanti.

La scoperta di quello che fu considerato un pianeta nano, dimostra la forte attitudine dell’Italia nell’ambito della ricerca. Tanti traguardi sono stati raggiunti grazie a quanto è stato fatto in passato, in riferimento all’operato di uomini illustri che con passione, sapienza ed intelligenza hanno spianato la strada alle ricerche attuali. 

Ricordiamo che nel 1817 Piazzi giunse a Napoli per ultimare la costruzione dell’Osservatorio di Capodimonte, completato nel 1819 e diviene Direttore Generale degli Osservatori del Regno, facendo la spola tra Palermo e Napoli.