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domenica, 14 Agosto 2022

Il presidente Ford e quei maledetti giorni del 1975

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Siamo a San Francisco, in data 22 settembre 1975, giorno destinato a rimanere nella storia. In data odierna, difatti, 45 anni fa, qualcuno tentò di assassinare l’allora presidente Ford.

Quel qualcuno era una donna di nome Sara: più precisamente, stiamo parlando di Sara Jane Moore. 

In quella fatidica giornata, la donna sparò un colpo, con una pistola, in direzione del capo del governo statunitense di quel tempo.

Il lancio del proiettile avvenne a una dozzina di metri di distanza, ma la sua traiettoria era più che precisa e avrebbe sicuramente raggiunto il corpo di Ford. A salvare quest’ultimo dal suo altrimenti fatale destino, fu un mutilato di guerra: Oliver Sipple.

La rettilinea direzione della pallottola era stata infatti deviata dall’invalido, poiché questi aveva afferrato il braccio della Moore, spostandolo, proprio nell’attimo in cui la donna aveva premuto il grilletto.

Si scoprì, infine, che Sara Jane Moore era vicina all’esercito di liberazione Simbionese. L’ELS era un’ armata che basava il suo credo sui fondamenti della sinistra radicale e su azioni violente.

Tentativi precedenti

Moore non fu l’unica a provare a porre fine alla vita del presidente Ford: già diciassette giorni prima di tale avvenimento, un’altra donna cercò di freddarlo. La donna si chiamava Lynette Gromme. 

La seconda attentatrice era membro della famigerata setta guidata da Charles Manson.

Manson è tristemente noto, ancora oggi, come il californiano che fu l’autore della strage di Hollywood e dell’uccisione di Sharon Tate.

I motivi

Dobbiamo tener innanzitutto contro dei movimenti che caratterizzarono gli anni ’70: si stava vivendo una vera e propria rivoluzione in ogni ambito.

Terrorismo, contestazione, femminismo e diritti civili furono solo alcuni dei fenomeni che turbarono l’America e il mondo occidentale di quel decennio: Gerald Ford rappresentava troppo, era divenuto il simbolo di tantissime lotte.

Fu per questo che il presidente divenne la vittima ideale dei movimenti dagli ideali più intransigenti.

Questa è la ragione per cui la Gromme stabilì di puntare su di lui, mentre molto più complesso risulta essere il caso della Moore.

La prima terrorista, oltre ad essere coinvolta in operazioni dettate da alcuni movimenti massimalisti, era al servizio dell’FBI.

Su Sara Jane, la CIA effettuò degli studi ed arrivò all’elaborazione di una tesi che la vedeva preda di forze sociali e politiche esagitate. Tale ipotesi è stata confermata dalla stessa donna, la cui pena è stata scontata, ormai, da più di dieci anni.

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