Il potere dei potenti di fronte alle donne

“Quando tutti vogliono essere qualcosa, l’unica scelta dignitosa è non essere nulla”.

violenza_21secolo_patriziasommontone
violenza

Dopo Weinstein e Tornatore è la volta di Fausto Brizzi . A finire sul banco degli imputati al pubblico ludibrio un altro regista italiano, noto per film come Maschi contro femmine, Notte prima degli esami, Forever young. Presunte o reali che siano le molestie sessuali ricevute dalle denuncianti, il dubbio è lecito e la presunzione di innocenza doverosa, ma non chiaro ancora perché queste donne appartenenti al mondo dello spettacolo, decidano di denunciare i loro molestatori a scoppio ritardato, forse perché il più delle volte sono uomini potenti, che rivestono cariche importanti e che possono decidere delle sorti della loro ascesa all’olimpo degli dei o della loro discesa agli inferi.

Con occhio disincantato è inevitabile porsi qualche quesito: perché solo ora? Mancanza di coraggio? Paura di ritorsioni che avrebbero inficiato irrimediabilmente le loro carriere?

Da che mondo e mondo gli uomini ci provano con le donne. Sicuramente il più delle volte approfittano della loro posizione per raggiungere i loro scopi facendo leva su una sorta di timore reverenziale e soggezione psicologica in cui versano le malcapitate vittime. Il che è vergognoso a dir poco deplorevole e conferma quanto certi uomini siano deboli ed insicuri, dato che fondamentalmente non credono di poter conquistare una donna senza ricorrere a tali mezzucci. Ora il rifiuto alle avances, qualora le stesse non siano gradite è scontato . Ma se non si tratta di semplici apprezzamenti anche un po’ spinti, o di galanti inviti a cena, che sono manifestazioni arginabili sul nascere, ma di violenza e costrizione allora consentitemi di obiettare sulla tempistica.

Le denunce vanno fatte, nei tempi, nelle opportune sedi e provate, provate ed ancora provate. Ribadisco nelle opportune sedi, giudiziarie intendo, non davanti ad una telecamera.
ll rischio di tali inutile esposizione è che questo polverone che si solleva finisca per divenire una sorta di boomerang contro chi lo ha aizzato. Non è certo sbattendo il mostro in prima pagina che ci si vendica del male ricevuto o peggio diffamandolo che si risolve il problema. La mancanza di tempestività della reazione all’onta ricevuta, l’aver taciuto, fa riflettere la paura di perdere un’occasione che rappresenterebbe una svolta, e il timore di essere tagliate fuori non è abbastanza per giustificare il silenzio. A meno che non si voglia utilizzare ora i media per far puntare i riflettori su di se. Allora mi dispiace dissentire, ma proprio così credo che la donna stia mercificando se stessa.

Se non l’ha fatto cedendo ai ricatti sessuali all’epoca lo fa ora raccontando risvolti sconvenienti e piccanti della propria carriera. La violenza sessuale è violenza ed il ricatto sessuale ne è una delle forme. Ma la dignità di una donna va proclamata diversamente.

 “Quando tutti vogliono essere qualcosa, l’unica scelta dignitosa è non essere nulla”.

Print Friendly

LASCIA UN COMMENTO