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Il Pino Sentinella di Meta di Sorrento diventa una scultura

Meta di Sorrento, strada statale 163 che collega la nota località con l’altrettanto celeberrima Amalfi è lì che nasce la storia del “Pino Sentinella”.

Una storia nata 130 anni e brutalmente interrotta nel 2007, quando un violento temporale causò la rottura dei dui rami primarie in quota.

L’ 8 marzo 2007 fu una giornata nefasta per molti alberi della zona, fu abbattuta infatti una quercia pluricentenaria e alcuni pini domestici.

Torniamo, però, alla storia del nostro “Pino”. In seguito ai danni causati dalla tromba d’aria, l’esemplare di Pinus pinea era in tutto e per tutto da considerarsi una pianta morta, costituita dal solo tronco alto 20 metri.

Il presidente del WWF Terre del Tirreno, Claudio D’Esposito decide di non abbatterlo completamente ma di lasciare in piedi  parte del tronco per ricavarne una scultura.

Come mai il WWF decise del destino del Pino Sentinella?

Questa è una parte della storia del Pino ancora precedente al giorno del nefasto nubifragio.

Il pino era infatti proprietà della Contessa Maria Vittoria Colonna Rimbotti, la quale, temendo che l’albero si stesse inclinando e rischiasse di cadere, aveva pensato di abbatterlo.

Fu questo il motivo che la spinse a richiedere una perizia agronomica.

Interviene qui il WWF Terre del Tirreno, che ritenendo poco accurata la perizia effettuata chiede una controperizia e riesce in questo modo a bloccare l’abbattimento.

La Contessa decide a quel punto di donare l’albero al WWF, togliendosi così dall’impaccio di eventuali responsabilità in caso di caduta dell’albero per cause naturali.

Una volta ottenuta la donazione del pezzo di terreno dove si trovava l’albero, l’associazione comincia ad organizzarsi per una corretta potatura, ma è a questo punto che la natura cambia i piani.

Tornando ad oggi, la scultura, che il presidente D’Esposito ha deciso di affidare alla talentuosa artista Giusy Milione, avrà il volto del patriarca arboreo.

Ridare dignità e vita al Pino Sentinella è un passo importante per valorizzare un’area dal grande valore paesaggistico che fa parte del Parco Regionale dei Monti Lattari, che fa parte di un sito Natura 2000.