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domenica, 2 Ottobre 2022

Donazioni. Storia del piccolo Armando

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Raffaele Romano
Collaboratore XXI Secolo. Iscritto alla facoltà di Scienze Politiche e aspirante giornalista pubblicista. Motivato da un forte interesse riguardante il mondo delle "news" in ogni tipo di settore e campo. Fin dall'adolescenza, molto attratto dal giornalismo e dall'idea di ricoprire in futuro, ruoli più affini a tale sogno.

Un vero e proprio miracolo quello capitato ad Armandino, un piccolo bambino affetto da leucemia mieloide cronica,  protagonista di una vicenda che ha colpito un po’ tutti. Papà Giovanni e mamma Orsola ancora oggi conservano il ricordo bruttissimo della malattia del bambino, ma allo stesso modo ringraziano tutte le persone che gli sono state vicino, e ringraziano pubblicamente  soprattutto l’anonimo donatore di midollo osseo compatibile con il piccolo Armandino.

Tutto ha inizio una sera d’estate del 2009 nella loro casa di San Vitaliano, in provincia di Napoli, quando Orsola nota alcuni ematomi sul braccio del bambino, sudato, e subito si rende conto che Armando ha la febbre alta, per l’esattezza 41.5°. I due genitori chiamano il pediatra di famiglia, che  gli prescrive delle analisi di rito. Il risultato è drammatico: leucociti con 150mila globuli bianchi. Il piccolo Armandino viene ricoverato d’urgenza in ospedale.

«Quando siamo stati al Pausillipon di Napoli, Armando prendeva un forte Farmaco per bloccare la malattia. Si chiama Glivec; ricordo che Armando non riusciva a prendere questo farmaco perchè era acido, nemmeno sciolto nell’acqua e nel fruttolo. Quando poi, un giorno mi recai al Gesù bambino di Gallinaro, in provincia di Frosinone, dove c’è una sorgente d’acqua miracolosa, Armando ha provato a prendere il farmaco con quell’acqua, e ci è riuscito. Da quel giorno mi sono attaccato sempre di più alla fede» questa è la testimonianza di Giovanni Guerriero, padre del piccolo Armandino.

Dopo tanti mesi, Giovanni e sua moglie si trasferiscono all’ospedale San Matteo di Pavia, dove il 3 agosto 2009 un anonimo donatore di midollo osseo compatibile, ha salvato la vita del piccolo Armandino: «Ora, stiamo andando a fare controllo a Roma all’Ospedale Gesù Bambino, è solo un controllo di routine. Oggi Armando sta benissimo, gioca, balla, va a scuola, e a tavola prima di mangiare prega sempre.  Siamo vicini ai tantissimi genitori che stanno aspettando un donatore per la salvezza dei loro figli malati. Dio è la nostra luce, e la luce di tutti quelli che hanno seguito la nostra testimonianza. Armando è stato un vero miracolo. Dopo l’episodio di Armando faccio parte dell’associazione Ail, e facciamo manifestazione di beneficenza con Made in sud e Cantanti, in ogni comune della provincia di Napoli. In più organizziamo gite presso il gesù Bambino di Gallinaro, in provincia di Frosinone, luogo che ha salvato la vita al mio piccolo Armandino».  Il papà di Armando ringrazia tutti coloro che hanno dimostrato con parole, gesti o semplicemente conforto, di essere stati vicini alla famiglia.

Questa storia, a distanza di anni non deve essere dimenticata, soprattutto per dare speranza a tutte quelle famiglie e persone in attesa di un donatore di organi. Negli ultimi anni, trovare un donatore e fare un’operazione di trapianto in Italia è sempre più difficile. Negli ultimi anni la Regione che ha contato più donatori è stata la Lombardia con “264”; subito dopo c’è la Toscana con 175, e poi l’Emilia Romagna con 130 donatori. La Campania, nel 2012 ha avuto 67 donatori di organi. Per i trapiantati invece, a guidare la classifica è sempre la Lombardia con 231 trapianti effettuati nel 2012. Ogni anno che passa l’Italia migliora il numero di donatori; nel 2011 in tutta Italia ci sono stati 1319  donatori, nel 2012 il numero è cresciuto fin ad arrivare a 1341 donatori.

Nel 2014, secondo il sistema informativo trapianti, sono stati segnalati 661 donatori e 458 trapiantati. Fino al 29 aprile 2014 in Italia ci sono 9194 persone in lista d’attesa per aver un trapianto di organi, 1.374.505 invece hanno espresso il loro consenso alla donazione di organi.

 

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