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Il padre picchia la figlia perché troppo occidentale

In tema  col periodo inaugurato il 25 novembre, giornata dedicata alla prevenzione della violenza sulle donne, che si concluderà, come di consueto, il 10 dicembre, giunge un’altra drammatica notizia. In una famiglia di origine islamica, si è, difatti, consumato un evento violento. E soltanto, ora, la giustizia chiama a rapporto l’artefice della brutale condotta: il padre di una  famiglia islamica.

A causa di una foto esposta su instagram, il padre è ricorso alla violenza per punire la ragazza presente nell’immagine digitale: sua figlia.

I fatti

Nonostante la lunga permanenza nella porzione occidentale del globo, l’uomo di 55 anni, padre di una giovane di 17 anni, non ha mai abbandonato le sciagurate convinzioni di un mondo che, ancora oggi, tratta le donne come esseri da sottomettere.

La ragazza ha trovato finalmente il coraggio di denunciare il genitore, dopo anni di angherie e soprusi. La sua unica colpa? Aver fatto eccessivo uso del social pubblico, oggi noto come instagram.

Nell’estate del 2017, mentre la madre era via per alcuni problemi familiari, il coniuge della donna avrebbe avuto diversi scatti d’ira verso la figlia. Gli eventi avevano luogo in una zona della regione campana, sita fra Santa Maria a Vico e San Felice a Cancello.

Sottoposta a maltrattamenti di vario genere, la serie di gesti sarebbe sconfinata nel sequestro di persona.

La ragazzina, all’epoca quattordicenne, diventava prigioniera della sua stessa dimora. Il padre la chiudeva in casa per giorni interi.

Il motivo della reclusione è riscontrabile in quelle che per l’uomo, camionista per un ditta napoletana, erano azioni sconsiderate della figlia.

La ragazza utilizzava troppo i social come instagram e rispettava troppo poco i dettami della religione islamica.

Conseguenze legali

A seguito dell’incidente probatorio, il gip Sergio Enea ha confermato la versione della giovane ed ella è ora pronta per presenziare nel processo, che sarà tenuto dal giudice Campanaro.

Un Paese dalle misure non adeguate

L’Italia resta, purtroppo, un Paese in cui le donne non possono realmente sentirsi al sicuro.

Con la sentenza Talpis, istituita nel 2017, veniva mossa l’accusa all’Italia di non aver ancora adottato misure adeguate alla prevenzione della violenza sulle donne.

Urgono leggi più efficienti, a favore della protezione del gentil sesso.