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sabato, 3 Giugno 2023

Il Museo della Follia di Sgarbi arriva a Napoli

Fino al 27 maggio del 2018, nella struttura della Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta nella centralissima Via tribunali di Napoli, che nel suo splendore già era stata sede della precedente mostra, avrà luogo la mostra "Il Museo della Follia: da Goya a Maradona", modificando il titolo per l'occasione.

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Domenico Papaccio
Domenico Papaccio
Laureato in lettere moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II, parlante spagnolo e cultore di storia e arte. "Il giornalismo è il nostro oggi."

Dopo l’incredibile successo conseguito dalla mostra allestita a Napoli lo scorso anno da Vittorio Sgarbi dal titolo “Tesori nascosti”, non solo del bello e dell’ignoto, egli ritorna a Napoli con un’altra esperienza artistica, in cui sotto la lente dell’estetica verte uno dei caratteri più vicini al genio come la follia, la pazzia.

Fino al 27 maggio del 2018, nella struttura della Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta nella centralissima Via tribunali di Napoli, che nel suo splendore già era stata sede della precedente mostra, avrà luogo la mostra “Il Museo della Follia: da Goya a Maradona”, modificando il titolo per l’occasione.

Con oltre 200 opere  tra dipinti, sculture e fotografie, e tra i grandi maestri dell’arte quali Francisco Goya , Antonio Mancini, Vincenzo Gemito, Antonio Ligabue, allestisce una galleria non solo di opere ma anche di artisti, cui la grandezza del genio emerge dal messaggio dell’opera affiancato dallo squilibrio mentale o dall’incongruenza con la società in cui risiedevano.

Ripartendo la mostra per sezioni è sottile cogliere la metodicità adoperata da Sgarbi: la sua tematica sulla follia. Infatti, accanto al sottile bello viene discusso e tracciato un vero e proprio itinerario che scende e fa emergere la follia. Intanto, come si evince dalla possibilità di vedere tramite le istallazioni allestite multimediali, si osservano le documentazioni d’inchiesta del regime Fascista o del Senato durante la Prima Repubblica sui manicomi, spaziando in un settore indigeno all’arte come l’indagine storica.

Inoltre, per comprendere davvero il senso della mostra immancabile per lo spettatore sarà il dipinto di uno degli uomini più folli della storia, Adolf Hitler. Sarà possibile osservare un’olio su tela dipinto dall’ex Fuhrer quando ancora aspirava a divenire un architetto a Vienna.

Riprendendo i versi di Baudelaire, grande pazzo e poeta della modernità, “I folli hanno i sogni più belli”.

 

 

 

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