Il mondo del teatro dice addio a Valeria Frabetti Giovedì scorso se n'è andata la pensatrice "artista per caso" Valeria Frabetti, questa mattina i funerali in forma privata

Valeria Frabetti

Valeria Frabetti, colei che amava definirsi “un’artista per caso” – forse per le mille sfaccettature attraverso le quali aveva scelto di esprimersi senza decidere che una sarebbe stata la sua cornice per eccellenza – lascia il suo pubblico, a causa della sua malattia, giovedì scorso all’età di 72 anni.

La Frabetti era conosciuta per il suo ruolo di attrice, autrice, regista, formatrice, docente al DAMS di Bologna, direttrice artistica e poi direttrice artistica onoraria. Era tutto questo, ma anche un medico ed in particolare una cardiologa, che ha inseguito i suoi sogni riuscendo a creare le sue combinazioni perfette, dando l’opportunità anche a molto altri di trovare la propria strada.

È stato il fratello Roberto a dare l’annuncio della sua scomparsa, raccontando di quanto peso avesse perso negli ultimi tempi e di quanta forza l’aveva contraddistinta nella sua battaglia, durata circa 10 anni.

Valeria Frabetti è conosciuta a tutti per aver fondato insieme al fratello, e ad un altro gruppo di artisti che condivideva con lei la visione del progetto, la compagnia “La Baracca” nel 1976, facendo diventare la città di Bologna un punto di riferimento per bambini e ragazzi nel mondo del teatro.

Tra i tanti progetti portati a termine, molti proprio insieme al fratello Roberto, il suo ultimo lavoro è stato sul Pifferaio di Hamelin, impostato in modo da rievocare come “una metafora di quei bambini in fuga, scomparsi, evacuati, portati via dalle loro case e dalle loro origini, nel susseguirsi della storia“.

“Di me piccola dicevano che ero curiosa con quel doppio senso che si dà a Bologna: desiderosa di conoscere, ma anche stravagante. Non ho mai avuto un abito da fatina, il mio travestimento preferito era un copricapo da capo pellerossa e scarpette rosse da punta”, fiera della sua autenticità si descriveva con queste parole.

Il fratello Roberto la descrive come una donna che “ha vissuto sognando un mondo di donne grandi (…) grandi nei sogni e nelle speranze, di certo non nel potere o nella vanità, essenze che non l’hanno mai nemmeno sfiorata”; dice di lei di una donna che ha trovato sempre il suo modo di battersi per “il suo diritto di essere quello che voleva essere”, sia nella sua professione che nella sua vita artistica, con intransigenza e rigore, con lo spirito di una “libera pensatrice e divergente assoluta”.

Questa mattina i funerali in forma privata, come lei avrebbe desiderato, in quanto artista poco propensa a vivere sotto “personali luci di scena“.

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1996 - Laureata e specializzanda in scienze politiche. Da sempre appassionata di scrittura nella sua potenzialità di condividere e trasferire sottili intuizioni e prospettive, o irripetibili combinazioni dell'essere. Fermare la "visione" significa assistere l'evoluzione, e m'illumina d'immenso!

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