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martedì, 7 Dicembre 2021

Il mito del vaso di Pandora nell’arte

Il racconto di Pandora attraverso il dipinto di Dante Gabriel Rossetti.

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Il mito del vaso di Pandora (chiamato anche scrigno di Pandora) rappresenta, nella mitologia greca, il leggendario contenitore di tutti i mali che si riversarono nel mondo dopo la sua apertura.

Tutto ebbe inizio da un mito. Esiodo racconta, in “Le opere e i giorni”, la nascita della prima donna, mandata da Zeus sulla terra come punizione per la colpa commessa da Prometeo: rubare il fuoco agli dèi per donarlo agli uomini.

Come dice il nome “Pandora” (da pan, “tutto”, e doron, “dono”), ciascuno degli dèi le aveva fatto un dono. Da Afrodite aveva ricevuto la grazia. Da Ermes aveva ricevuto una mente sfrontata.

Da Zeus ricevette in dono un vaso, ma con la raccomandazione di non aprirlo. Pandora, però, curiosa, lo aprì, liberando così tutti i mali del mondo e gli spiriti maligni contenuti al suo interno.

Aprendo il vaso, Pandora condannò l’umanità a una vita di sofferenze, realizzando così la punizione di Zeus. Prima di questo momento l’umanità aveva vissuto libera dai mali e gli uomini erano, così come gli dèi, immortali.

Dopo l’apertura del vaso il mondo divenne un luogo desolato ed inospitale, simile ad un deserto, finché Pandora non lo aprì nuovamente per far uscire anche la speranza e il mondo riprese a vivere.

Definita da Esiodo “un male bello” è così raffigurata da Dante Gabriel Rossetti nel 1869. Bella, ammaliante e seducente. Con gli occhi profondi e le labbra carnose, mentre stringe tra le mani il vaso donatogli da Zeus. Da esso fuoriesce un vapore infuocato, fiamme accese e nuvole arricciate intorno al suo volto fatale.

Dante Gabriel Rossetti, nato a Londra il 12 maggio 1828, è stato un pittore e poeta britannico, tra i fondatori del movimento artistico dei Preraffaelliti.

Si interessò sin dalla giovinezza a Dante ed ai poeti del dolce stil novo, passione ereditata dai genitori, ai romantici inglesi e tedeschi, ai romanzi gotici e agli scrittori come William Shakespeare, Goethe, William Blake e Edgar Allan Poe. I suoi dipinti, estetizzanti e sensuali soprattutto nelle figure femminili, sono ascrivibili alla corrente europea del simbolismo.

 

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