Il Mandolino: storia e curiosità dello strumento napoletano Il classico mandolino napoletano, nasce intorno alla metà del XVII secolo, periodo in cui si ritiene iniziò la produzione da parte della celebre Casa Vinaccia

mandolino, strumento della tradizione napoletana
mandolino, strumento della tradizione napoletana

Il mandolino, che può essere classico o napoletano, è uno strumento musicale, caratterizzato da quattro corde, che appartiene al genere dei cordofoni.

Esso è molto simile alla chitarra o al liuto, ed è uno degli strumenti principali e più conosciuti, della storia musicale napoletana. Particolarmente utilizzato per allietare serate musicali, a tema, o anche durante le  serenate.

Storia del mandolino

Il mandolino si contraddistingue, oltre per il suono melodioso che da esso scaturisce, anche per la storia che gli fa da cornice; i primi suoi antenati, come l’oud arabo e il barbat, risalgono al IX o X secolo a.C., mentre il suo utilizzo era già comune tra i romani.

Il classico mandolino napoletano, nasce intorno alla metà del XVII secolo, periodo in cui si ritiene iniziò la produzione da parte della celebre Casa Vinaccia (una famiglia originaria di Sorrento) che li arricchiva con intarsi e decorazioni in avorio e madreperla. Da quanto si apprende storicamente, sembrerebbe che anche la sostituzione ad inizio ‘800, delle corde in ottone con quelle in acciaio, si debba alla celebre Casa Vinaccia.

Poco dopo, nacquero tante botteghe, e infatti, agli inizi dell’800, gli zar russi vollero che diventasse maestro mandolinista di corte proprio un napoletano: Eduardo Amurri.

Ma l’apice del successo del mandolino, strumento riconosciuto come vero e proprio simbolo di Napoli, si attesta verso la seconda metà del XIX secolo; il suono particolarmente bello e intenso al punto giusto, attirava molti aristocratici, ammaliati dalla maestria dei mandolinisti.

Tra i più importanti mandolinisti del Novecento ricordiamo Raffaele Calace, ma anche Michele Salvatore Ciociano  e Giuseppe Anedda. Oggigiorno i rappresentanti italiani di spicco nella musica classica e classico-contemporanea sono: Mauro Squillante, Ugo Orlandi, Carlo Aonzo, Dorina Frati, Duilio Galfetti.

La struttura del mandolino

Il mandolino è costituito da una cassa detta anche “cassa di risonanza”, che è l’elemento grazie al quale viene identificato il suono e la conseguente sonorità. Il manico, solitamente è lungo circa quaranta centimetri, si collega alla cassa, in base ai modelli.

L’aspetto posteriore che caratterizza il “retro” del mandolino, può essere  arrotondato, oppure intarsiato. La cordiera, la quale si trova all’estremità inferiore della tavola armonica, è una piastrina con dei piccoli ganci, ai quali sono fissate le corde.

Ricordiamo che la forma e la caratterizzazione estetica dei mandolini, cambia a seconda delle aree geografiche di riferimento.

Nello specifico, il mandolino napoletano, è caratterizzato da un corpo a goccia, realizzato impiegando delle doghe che si vanno poi a congiungere al vertice in corrispondenza con il manico; la parte posteriore della cassa è particolarmente robusta, grazie alla presenza di una fascia che circonda la tavola armonica, in quello che si configura come un “guscio”. La testa del mandolino napoletano è piatta, sinonimo di esclusività napoletana.  

 Curiosità e aneddoti

Il mandolino è uno strumento storico, e sembrerebbe che addirittura anche la regina Margherita di Savoia fosse una bravissima mandolinista.

Inoltre, dal punto di vista strettamente politico, è opportuno ricordare che esiste un disegno di legge per l’introduzione del mandolino nelle scuole secondarie di primo grado, che però è ancora in attesa di essere esaminato.

A Napoli, però, diverse associazioni locali sono attualmente impegnate sul territorio, per promuovere e far conoscere l’arte mandolinistica, come simulacro di ricchezza non solo in ambito musicale, ma anche in quello dell’artigianato.

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