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martedì, 29 Novembre 2022

Il governo ottiene la fiducia alla Camera : ora tocca al Senato

Con 235 voti favorevoli il governo Meloni ottiene la fiducia, nel discorso della Presidente rifermenti all'Ue e alla politica internazionale

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Un lungo discorso, durato all’incirca settanta minuti, la neo eletta presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ottiene la fiducia alla Camera.

Non nasconde le difficoltà di cui si dovrà farsi carico, a partire dall’emergenza del caro-energia, perché l’Italia è “una nave in tempesta”. Ma, assicura, è alla guida di un “equipaggio capace” e lei ce la metterà tutta, anche a costo di non “non essere rieletta”, per portare la nave in porto, al sicuro. Stravolgendo ancora una volta i pronostici che l’hanno vista sempre “underdog”, la sfavorita, che è arrivata laddove nessuna donna finora era mai arrivata.

Il discorso di Giorgia Meloni alla Camera

Nel suo discorso parla di un cambiamento radicale si, ma negli atteggiamenti e dice: ” mai più col cappello in mano a Bruxelles, rispetto delle regole sì ma anche richiesta, legittima, di cambiarle. Non per “sabotare” la Ue – il messaggio che invia anche a Bruxelles dove potrebbe volare già la prossima settimana – ma per “avvicinarla” ai cittadini. E continua : “Non sarò mai la cheerleader di nessuno”, aggiunge nel corso della replica dove il tono diventa più acceso. Dove si lascia andare a qualche espressione romanesca, le scappa il “tu” al deputato di Verdi-Si Aboubakar Soumahoro e risponde direttamente alla deputata dem Debora Serracchiani: “Le sembra che io stia un passo indietro agli uomini?”, dice prima di chiarire che, per lei, la libertà delle donne non si misura “nel farsi chiamare capatrena”. Insomma la questione non è se “il” o “la” presidente, ma garantire pari opportunità, servizi, asili nido aperti fino a tardi.

Le donne, assicura, “non avranno nulla da temere da questo governo” perché, aveva sottolineato anche prima nel discorso citando Montesquieu, il governo di centrodestra “non limiterà mai le libertà, anche su diritti civili e aborto”. Non c’è polemica di questi giorni che lascia cadere, punto a punto: il “merito” serve per garantire anche a chi non è di buona famiglia, le stesse possibilità di farcela.

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