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venerdì, 19 Agosto 2022

Il criptorchidismo

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Claudio Melluso
Collaboratore XXI Secolo. Medico Veterinario specialista in patologia aviare e del coniglio (Napoli).

Il criptorchidismo consiste nella mancata discesa a livello scrotale di uno o entrambi i testicoli. Piuttosto diffuso nei cani, è a volte riscontrabile anche in altre specie.

Generalmente la discesa dei testicoli in un cucciolo avviene attorno ai due mesi di età. In alcuni esemplari capita che l’evento sia più tardivo, tuttavia deve verificarsi entro il sesto mese. Attraverso un legamento, chiamato “gubernaculum testis”, la gonade migra dalla sua sede di origine, caudalmente al rene, raggiungendo lo scroto. E’ in questa sede, infatti, che la temperatura più bassa rispetto a quella corporea consente al testicolo di assolvere alle funzioni endocrine e di produzione di spermatozoi cui è deputato.

La ritenzione a livello addominale o inguinale del testicolo ne impedisce il normale sviluppo per cui questo rimane molto piccolo ed è esposto al rischio di torsione. Inoltre, la possibilità di una trasformazione neoplastica negli anni è di circa dieci volte superiore rispetto a quella di un testicolo in sede scrotale.

Il criptorchidismo è geneticamente trasmissibile e gli animali che ne sono affetti non devono essere messi in riproduzione. Purtroppo a scopo fraudolento, laddove il testicolo sia nei pressi della regione scrotale, quindi lungo il canale inguinale in sede extraddominale, viene ancorato allo scroto con dei punti di sutura rendendo di fatto il soggetto apparentemente esente da difetti. Nel caso di impossibilità di riposizionamento è riportato anche l’utilizzo di protesi che restituiscano il normale aspetto anatomico allo scroto. Soggetti affetti da criptorchidismo monolaterale, infatti, sono fertili in quanto il testicolo in sede è normalmente funzionante.

Il valore economico di un esemplare di razza affetto da criptorchidismo è estremamente ridimensionato rispetto a quello di un soggetto sano ed è prevista la sostituzione dell’animale, salvo diversi accordi con l’allevatore, trattandosi di un vizio redibitorio.

L’unica terapia possibile consiste nella chirurgia che avrà approccio differente in base alla sede di localizzazione del testicolo. Questa può essere individuata in sede di visita clinica mediante palpazione se il testicolo si trova nel canale inguinale, mediante ecografia addominale o ancora in sede operatoria. E’ sempre opportuno, per le ragioni illustrate in precedenza legate all’ereditarietà del difetto, sterilizzare anche in caso di criptorchidismo monolaterale asportando anche il testicolo in sede scrotale. Sono assolutamente da evitare le terapie ormonali spesso proposte da sedicenti esperti.

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