Il Covid rallenta anche la green economy in Rosa Sono in Rosa e prevalentemente meridionali le imprese green, ma calano i numeri a causa dell'emergenza sanitaria

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Un settore, quello della Green Economy, che negli ultimi anni è stato ad appannaggio femminile specie nelle regioni dell’ Italia meridionale.  In rosa quindi, ci si auspica, la ripartenza dopo la crisi economica conseguente alla crisi sanitaria da Covid 19.

Unanime il parere che per ripartire sarà fondamentale puntare su un economia sostenibile, che non avvantaggi  i paesi più ricchi a spese dei più poveri. Uno dei temi cruciali che hanno smosso le coscenze dei più vici ai temi sociali ed ecologici è stato, infatti, l’inquinamento e la conseguente perdita di biodiversità.

Secondo fonti accreditate, inaffti, il Coranavirus è riuscito a farsi spazio nei nostri paesi proprio grazie all’aiuto di questi due fattori, accompagnato ovviamente dalle mancanze dei sistemi sanitari, a livello globale, che non sono riuscite a contenere il dilagare dell’epidemia.

Puntare, quindi, su un economia sostenibile che avvantaggi il pianeta e i suoi ospiti in toto. Un cambio di passo che le donne avevano colto già prima della crisi sanitaria.

Negli ultimi cinque anni, stando ai dati del 4° rapporto sull’ impreditoria femminile di Unioncamere, sarebbe stato maggiore il numero di donne che hanno scelto di investire nella sostenibilità rispetto agli imprenditori di sesso maschile. Uno studio questo che ha interessato un milione  e trecentoquarata  mila aziende.

Un fenomeno che si evidenzia maggiormente sopratutto in tre regioni del Mezzogiorno, Molise, Basilicata e Abruzzo, seguita a passo svelto da Campania, Calabria e Sicilia, ma anche da Lazio e Trentino .

Un settore, quello delle imprese green, che sin ad oggi era stato in crescita, ma che in questo nefasto 2020 ha avuto una “piccola” battuta d’arresto. Sono state 10mila in meno rispetto al 2019 le nuove imprese iscritte al sistema camerale.

Ma su cosa investono le imprenditrici Italiane?

Diversi gli ambiti in cui le imprenditrici italiane si cimentano. Dal compostaggio della frazione umida derivante dalla raccolta differenziata, da cui si ricavano fertilizzanti al progetto di una bio raffineria. Dalla ricerca di nuovi materiali da utilizzare in campo edile alla realizzazione di impianti di refrigerazione innovativi per ridurre l’impatto della catena del freddo, responsabile del 17% dei consumi energetici del Pianeta.

Un passo avanti, quindi, le donne che investono in quel futuro che in molti proclamano voler tutelare, ma che spesso per interessi economici dimenticano.

E’ rosa quindi il futuro? Possibile, ma alternato al verde della green economy.

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