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mercoledì, 5 Ottobre 2022

Il Consolato venezuelano a Napoli festeggia 160 anni

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Andrea Tarallo
Collaboratore XXI Secolo. Laureato in “Scienze Storiche” presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II” con una tesi sulla storia politica e economica dell’Argentina tra XX e XXI secolo

«La Repubblica Bolivariana del Venezuela giunge all’appuntamento con il 2016 come una delle principali nazioni del mondo, foriera di una nuova geopolitica internazionale nella regione latinoamericana e caraibica. Essa è patrocinatrice della costruzione di un nuovo mondo più giusto, multicentrico e pluripolare, scevro da ogni sorta di dominazione imperialista e rispettoso dell’autodeterminazione dei popoli. Essa si schiera a difesa di una politica di pace e del rispetto dei diritti umani; ampiamente riconosciuti in quella che è una delle costituzioni più moderne»

Con queste parole della Console Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli, la dottoressa Amarilis Gutiérrez Graffe, si apre l’Annuario 2015 del Consolato. Una sede consolare, quella venezuelana a Napoli, che vede sotto la propria giurisdizione l’intero sud Italia dalla Campania alla Sicilia; e che vanta una storia secolare. Correva infatti l’anno 1856 quando, in virtù dell’ingente flusso di scambi commerciali con l’allora Regno delle Due Sicilie, se ne decise l’apertura. Originariamente il Consolato venezuelano nasce nella zona residenziale di Santa Lucia, a pochi passi dal porto da dove salpavano le navi cariche di migranti dirette ai nuovi – e si sperava più fortunati – lidi del continente americano. Si tratta di una delle prime sedi della storia diplomatica venezuelana; la prima in assoluto in territorio italiano e la seconda a livello europeo, dopo Amburgo.

Durante la prima metà del XX secolo lunghe code di persone si sono formate dinanzi le porte del consolato, in attesa che venisse consegnata loro la debita documentazione per emigrare; ed ancora nell’immediato secondo dopoguerra, nel 1956, ad un secolo dalla sua fondazione, il Consolato venezuelano è tornato a rappresentare di fatto la porta di accesso per ‘la terra promessa’. Pertanto molte sono le foto che a cavallo dei due conflitti mondiali immortalano quelle interminabili file di disperati. Le stime parlando di più di 250.000 italiani partiti alla volta del Venezuela dopo il 1945, tant’è vero che negli anni ’60 la comunità italiana nel Paese rappresentava la comunità di immigranti più numerosa; finanche più numerosa di quella spagnola e portoghese. Oggi che l’Italia fa parte del novero delle democrazie del benessere, la sede consolare di Napoli continua comunque ad essere un imprescindibile punto di riferimento per tutta la numerosa comunità italo-venezuelana del sud Italia; oltre che una officina dove giorno per giorno si rinnovano le relazioni fraterne con lo Stato italiano.

Incarnando appieno la vera essenza del socialismo del XXI secolo –  fatta di pace, solidarietà, equità, rispetto dei diritti umani e salvaguardia dell’ecosistema – il Consolato Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli mai come in quest’ultimo anno non ha lesinato in quanto a sforzi umani, spirituali ed economici per far sì che non venisse mai meno il proficuo dialogo tra il Paese sudamericano e l’Italia cominciato ormai 160 orsono. Attraverso incontri, assemblee, riunioni, mostre, presentazioni, tavole rotonde e celebrazioni esso non solo ha contribuito in maniera sostanziale all’esaltazione e tutela delle arti coinvolgendo artisti, professori, studenti, intellettuali, operai, imprenditori e sindaci del Mezzogiorno ma, mediante la promozione delle diverse culture popolari e tradizionali, ha dato nuovo impulso al dialogo interculturale.

La lunga giornata di festeggiamenti per il 160° anniversario della fondazione della sede consolare venezuelana a Napoli, oltre agli interventi del Console Generale Amarilis Gutiérrez Graffe, del Primo Segretario dell’Ambasciata Alfredo Viloria e della Ministra Consigliera dell’Ambasciata Maria Elena Uzzo, ha visto l’attiva partecipazione del numeroso pubblico presente. In molti hanno voluto infatti approfittare dell’occasione per prendere la parola e raccontare la propria esperienza personale di cittadino italo-venezuelano o semplicemente di utente del consolato. Il tutto è stato accompagnato dalla proiezione di breve video sulla storia dell’emigrazione italo-venezuelana e dalla visita guidata tra le meraviglie custodite nei registri storici presenti nel Consolato.

Ecco dunque per i nostri lettori alcune immagini della serata:

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