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martedì, 31 Gennaio 2023

Il 6 febbraio nasceva Bob Marley, l’artista del Reggae

Bob Marley ha cantato per per tutta la vita, fino all’ultima nota, lasciando un patrimonio inestimabile di suggestioni, emozioni e verità, che fortunatamente interessano e coinvolgono anche i giovani.

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Il 6 febbraio nasceva Bob Marley, considerato il re della musica Raggae e icona culturale e politica.

Oggi  si festeggia il compleanno del grande artista, il primo cantante riuscito a riscattarsi dalla realtà socio-culturale nella quale viveva.

Bob Marley, il cui vero nome era Robert Nesta, nacque il 6 febbraio del 1945 in Giamaica.

Nato in uno dei ghetti più duri della Giamaica, Marley è diventato un eroe per milioni di persone con canzoni che descrivono la sofferenza, costruendo un’eredità il cui valore è andato avanti per decenni dopo la sua morte

Sicuramente Bob Marley riuscì a fare della musica un’arte, attraverso interpretazioni e sound unici al mondo, che ancora oggi riecheggiano nelle orecchie di chi canta quelle canzoni.

A 36 anni già cantava e incideva da quando ne aveva 17 ed era all’apice di un successo internazionale oggi difficilmente immaginabile.

Bob Marley è un artista che continua a far parlare di sé, e non solo della sua musica, inconfondibilmente unica e meravigliosa.

Il 6 febbraio nacque l’icona della musica Reggae 

Si potrebbe dire che il cantante ed attivista giamaicano sia ancora oggi fortemente attuale, non solo dal punto di vista musicale.

Basta pensare alle magliette indossate da alcuni studenti qualche anno fa durante un corteo di protesta, sulle quali era ritratto proprio il volto di Bob Marley.

Fa strano pensare che molti di loro non erano nemmeno nati all’epoca di Marley, che quei giovani non erano neanche nati quando il simbolo del Reggae conquistava con la sua voce, con il suo Reggae e con il suo messaggio lo scenario della musica internazionale. Quelle magliette hanno dimostrato ancora una volta quanto la figura del celebre artista abbia abbattuto qualsiasi distanza, arrivando sino ad oggi.

Quanto le sue canzoni siano diventate una parte importante e fondamentale della musica popolare contemporanea, e quindi anche e soprattutto della colonna sonora dei giorni nostri.

Il suo era un reggae diverso, addolcito, affinchè anche i giovani oltre oceano potessero ascoltarlo e amarlo.

Marley ha compiuto con il Reggae un’operazione simile al lungo processo di evoluzione e fama condotto dai Beatles sul Pop: il mondo ha scoperto e ha imparato ad amare il Reggae grazie a lui. 

Tutto ciò lo ha reso attualissimo, dato che i suoi dischi, che coprono un arco temporale che va dal 1965, esordio con i Wailers, al 1980, continuano a finire in classifica ad ogni ristampa.

Il successo internazionale arrivò nel 1975 con il capolavoro “No Woman. No Cry”, al quale seguirono altri singoli ancora oggi celebri, tra i quali ”Rastaman Vibration”, che gli diedero fama mondiale. 

Musica ed impegno politico e sociale erano le costanti dell’esistenza di Bob Marley, di cui oggi 6 febbraio si ricorda la nascita.  

L’artista provò a creare una sorta di pacificazione tra gli esponenti politici che si contendevano il governo della Giamaica, l’attenzione alle popolazioni africane e ai giovani ribelli afrocaraibici della sua terra ai quali dedicò molte delle sue canzoni.

Nel pieno della sua attività e del suo successo, gli fu riscontrato un melanoma sotto l’unghia dell’alluce che, curato malamente, degenerò fino a portarlo alla morte l’11 maggio 1981.

Ma nonostante la morte prematura, la sua voce non ha smesso di comunicare e suscitare emozioni, e quei testi appaiono come veri e propri testi di vita vissuta. Quello descritto da Bob Marley era un “inferno melodioso”, che lui stesso aveva vissuto e provato con soprusi ed oppressioni.

Bob Marley ha cantato per per tutta la vita, fino all’ultima nota, lasciando un patrimonio inestimabile di suggestioni, emozioni e verità, che fortunatamente interessano e coinvolgono anche i giovani.

Oggi più che mai, 6 febbraio, nel ricordare uno dei chitarristi, cantautori ed attivisti più celebri del mondo, quei testi così ricchi di pathos, densi di terribili consapevolezze sono il “testamento musicale” di un uomo che non ha mai smesso di gridare le ingiustizie ed i soprusi spesso dimenticati o semplicemente – scomodi da ammettere – .

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