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lunedì, 14 Giugno 2021

Il 25 maggio 1810 nasceva la Repubblica Argentina

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Andrea Tarallo
Collaboratore XXI Secolo. Laureato in “Scienze Storiche” presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II” con una tesi sulla storia politica e economica dell’Argentina tra XX e XXI secolo

La Revolución de Mayo”, come spesso accade nella Storia, non fu un evento improvviso bensì l’atto conclusivo di un processo iniziato tempo prima, frutto del concorso di diversi fattori.

In un lavoro classico sul tema, “The Origins of Latin American Revolutions (1808-1826)” , lo storico inglese John Lynch individua il fattore scatenante nelle riforme borboniche operate da Carlo III a partire dal 1757 che modificarono tanto il sistema commerciale quanto l’organizzazione dell’America spagnola. Allo scopo di incrementare l’economia coloniale venne introdotto il libero scambio tra la madrepatria e le colonie, fermo restando il divieto per i territori di oltreoceano di commerciare con gli altri paesi. Il che comportò essenzialmente l’apertura di nuovi porti e lo sviluppo dell’agricoltura e dell’allevamento. Sul versante politico-amministrativo, invece, si provvide a creare due nuovi vicereami: nel 1717 quello di Nueva Granata (che si estendeva attraverso gli odierni territori di Panamá, Colombia, Ecuador e Venezuela) con Santa Fè de Bogotà capitale,  e nel 1776 quello del Rio de la Plata (comprendente i territori degli attuali Argentina, Uruguay, Paraguay, parte della Bolivia, le zone meridionali di Brasile e Perù e il nord del Cile) con Buenos Aires capitale. A loro volta i due vicereami vennero ripartiti in intendenze retti ognuno da funzionari nominati direttamente dalla Corona. Fino a quel momento il controllo della Spagna sui territori latinoamericani era stato infatti alquanto limitato, tanto che Lynch parla di colonie che nella pratica erano indipendenti.

Nella sua “Historia contemporánea de América Latina” il recentemente scomparso storico argentino Tulio Halperín Donghi individua invece i prodromi della Rivoluzione di maggio negli stravolgimenti del contesto internazionale, in particolar modo di quello europeo. Egli fa espresso riferimento alle guerre napoleoniche e agli avvenimenti che ebbero luogo in Spagna tra il 1808 e il 1815, primo fra tutti l’occupazione della penisola iberica che costrinse il re Ferdinando VII e il padre Carlo IV ad abdicare in favore del fratello Giuseppe Bonaparte.

Fu così che quindi, complici prima il giro di vite voluto dai Borbone e poi l’uragano napoleonico, si arrivò agli eventi cruciali della “Semana de Mayo”. Eventi che segnarono un prima e un dopo nella storia Argentina. I primi moti insurrezionali si verificarono già nel 1809 ma fu soltanto nel 1810 che si costituirono i Cabildos Abiertos (cioè i consigli comunali allargati) di: Buenos Aires, Caracas, Quito, Santa Fè de Bogotà e Santiago de Chile, che proclamarono decadute le autorità coloniali, vacante la corona di Spagna e crearono Juntas (giunte) depositarie del potere e della sovranità del popolo. Tutto iniziò venerdì 18 maggio quando il vicerè Baltasar Hidalgo de Cisneros emana un proclama in cui chiese al popolo di rimanere fedele alla Spagna invasa dai francesi. Per tutta risposta sabato 19 i criollos (creoli) chiesero alle autorità che venissero convocati i Cabildos Abiertos per trattare la situazione. Domenica 20 il vicerè ricevette i delegati dei Cabildos (consigli comunali) i capi militari  e i leader creoli per stabilire tempi e modi di convocazione delle assemblee straordinarie. Martedì 22 si riunì il Cabildo Abierto di Buenos Aires che dopo lunghe discussioni dichiara la fine del mandato del viceré. Mercoledì 23 il Cabildo forma una Junta de Gobierno con Cisneros come Presidente. Giovedì 24, conosciuto anche come Día de indignación, il popolo creolo insorse dinanzi al colpo di mano operato dai fedeli alla Corona e costrinse la Junta a rassegnare le dimissioni. Venerdì 25, incalzati dalle grida del popolo creolo riunito nella Plaza de Mayor, i cabildantes lasciarono spazio alla Junta Provisional Gubernativa de las Provincias del Río de la Plata mentre le autorità coloniali riparavano a Montevideo.

 

Subercaseaux - Cabildo Abierto

 

All’assordante suono di: «¡El pueblo quiere saber de qué se trata!» , si forma così il primo governo argentino.

Postal de Mayo - Centenario

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