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sabato, 2 Luglio 2022

Il 24 agosto del 1862 la Lira divenne moneta nazionale

Il 24 agosto del 1862 la Lira divenne moneta nazionale. Per centoquaranta anni la Lira è stata l’unica moneta italiana, “mandata in pensione” dall’euro in uso oggi.

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Il 24 agosto del 1862 la Lira divenne ufficialmente moneta nazionale.

Una data importante che segna una tappa storica altrettanto tale e soprattutto di notevole spessore per gli avvenimenti sociali ed economici successivi.

Una moneta unica per tutto il Regno

Il Decreto Regio fu firmato dal Re Vittorio Emanuele e con esso la Lira diventò moneta del Regno, bandendo di fatto le altre monete circolanti prima dell’Unificazione.

“La moneta, mentre corre nelle mani di tutti come segno ed equivalente di ogni valore è pure il monumento più popolare, più costante e più universale che rappresenti l’unità della nazione”. È quanto si leggeva nella relazione che accompagnava il progetto di legge.

Il conio della Lira in un primo momento venne affidato alla Zecca di Torino, sotto controllo della Banca Nazionale d’Italia.

Gli altri stabilimenti legalmente autorizzati a battere moneta furono quelli di Milano e Napoli.

Un processo lungo e storicamente complesso

Ricordiamo che le origini della moneta sono molto più antiche; l’antenato della moneta è la Litra, diffusa tra i popoli italici, il cui valore in argento equivale ad una Libra in bronzo (sull’effettivo valore della Libra ancora oggi storici ed economisti dibattono).

Il 24 agosto, la Lira viene approvata su proposta di Giacchino Napoleone Peopoli, Ministro dell’agricoltura, industria e commercio, nipote di Murat e Napoleone Bonaparte. 

La Legge numero 788, impone di usare la Lira in tutte le transazioni fra privati, convertendo le altre monete e bandendo quelle circolanti durante la fase precedente all’Unificazione del Regno.

Un processo non facile e soprattutto lungo, dato che nel 1961 in Italia circolavano tantissime monete diverse, tra le quali: soldo, svanzica, testone, zecchini e tante altre ancora.

Le operazioni di conversione furono abbastanza lunghe, soprattutto a causa dello scarsissimo grado di alfabetizzazione delle popolazioni, ancora troppo legate alle tradizioni e agli usi comuni.

Nei Paesi del Nord, si procedette in maniera abbastanza spedita, e si conclusero verso il finire del 1865.

Al Sud la situazione era invece differente, anche a causa della sottovalutazione delle difficoltà cui il Governo dovette fare i conti, oltre che le tante rivolte popolari ed episodi di brigantaggio.

Inoltre, la quantità di monete da convertire o ritirare, era davvero ampia, e ciò rallentò ulteriormente le attività.

Dall’approvazione del 24 agosto 1862 ai giorni nostri

Nel corso del tempo, le monete hanno assunto forme e aspetti diversi, adeguandosi allo sviluppo della società ed ai relativi bisogni, ma anche (ovviamente) al mercato che subisce continue trasformazioni.

Celebre e sicuramente ancora oggi ricordata la moneta italiana da una Lira, d’argento con raffigurata l’effigie di Vittorio Emanuele II. 

Storicamente, specie nell’Ottocento, si usavano principalmente monete, e non banconote, utilizzate per gli “acquisti” dell’ultimo minuto.

La prima banca italiana autorizzata ad emettere banconote fu quella di Genova nel 1844; poi nel 1866 ribattezzata Banca Nazionale nel Regno d’Italia.

Nel corso del tempo, si capì quanto fosse importante un’unificazione anche di carattere economico; si avviarono diversi processi volti a realizzare quella che inizialmente era solo un progetto.

Ed è così che dopo un lungo percorso (anche ideologico e di carattere ovviamente politico) si arrivò all’approvazione, il 24 agosto del 1862 della Lira, come moneta unica nazionale.

Per centoquaranta anni la Lira è stata l’unica moneta italiana, “mandata in pensione” dall’euro in uso oggi.

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