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Il 2 marzo del 1933 debutta il film King Kong

Il 2 marzo ci fu la prima di King Kong non si trattò solo del lancio di un film, ma rappresentò una vera e propria rivoluzione tecnica e culturale che salvò la casa di produzione RKO dalla bancarotta.

Mentre l’America lottava contro la crisi economica, i registi Merian C. Cooper ed Ernest B. Schoedsack portavano sul grande schermo un sogno ad occhi aperti.

Il vero protagonista dietro le quinte fu Willis O’Brien, il pioniere degli effetti speciali. Il maestoso gorilla che terrorizzava l’Empire State Building era in realtà un modellino alto appena 45 centimetri, realizzato con uno scheletro metallico e pelliccia di coniglio. Attraverso la tecnica della stop-motion (animazione a passo uno), O’Brien riuscì a infondere un’anima e un’espressività quasi umana alla bestia, rendendo il combattimento con il tirannosauro e la caduta finale momenti di pura commozione cinematografica.

Il 2 marzo “nasceva” King Kong

La trama, ormai leggendaria, vedeva l’attrice Fay Wray nei panni di Ann Darrow, la giovane donna che ruba il cuore del gigante. Il film non era solo un’avventura esotica; era una parabola sull’arroganza dell’uomo che cerca di dominare la natura, un tema ancora oggi attualissimo

Un Successo Senza Precedenti : solo nel primo giorno, oltre 50.000 persone videro il film a New York. Nonostante le successive censure che rimossero scene considerate troppo violente o audaci per l’epoca (come Kong che spogliava parzialmente Ann), il film cementò il suo status di capolavoro, venendo infine inserito nel National Film Registry per la sua rilevanza storica e culturale.

La censura di King Kong è un capitolo affascinante quanto il film stesso. A causa dell’entrata in vigore del rigoroso Codice Hays (il sistema di autocensura di Hollywood) poco dopo l’uscita, il film fu progressivamente tagliato per le riedizioni del 1938 e degli anni ’50.

Le scene rimosse erano considerate troppo violente o “indecenti” per l’epoca:

La leggendaria “Fossa dei Ragni” Questa è la scena più famosa, mai ritrovata e considerata un vero “Sacro Graal” per i cinefili. Mostrava i marinai, caduti in un burrone dopo che Kong aveva scosso il tronco-ponte, divorati vivi da ragni giganti, granchi e insetti mostruosi. Fu il regista Merian C. Cooper a tagliarla subito dopo la prima anteprima del 1933, perché il pubblico era così terrorizzato da smettere di seguire la trama.

Lo “spogliarello” di Ann Darrow: In una sequenza molto audace per il 1933, Kong, incuriosito, rimuove delicatamente pezzi del vestito di Fay Wray e si annusa le dita. Questa scena fu eliminata nelle riedizioni e reintegrata solo decenni dopo.

Furono tagliate, inoltre,  scene in cui Kong masticava selvaggiamente alcuni indigeni o li calpestava, e un momento in New York dove il gorilla scambiava una donna nel suo letto per Ann, per poi lasciarla cadere nel vuoto una volta accortosi dell’errore.

Un Brontosauro che sbranava marinai in acqua fu ritenuto troppo crudo e rimosso.

Solo nel 1971 è stata ritrovata una copia con gran parte di questi tagli, permettendo di restaurare il film quasi interamente, fatta eccezione per la scena della fossa dei ragni.