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lunedì, 18 Ottobre 2021

Il 13 ottobre 1909 nasceva Carlo Bernari

I tre operai ed il loro significato nella dialettica dello scrittore

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Carlo Bernari nasceva a Napoli, era il 13 ottobre 1909. Lo scrittore antifascista e partigiano morì a Roma 9 giorni dopo aver compiuto 83 anni, il 22 ottobre 1992.

Carlo Bernari è in realtà lo pseudonimo con cui è conosciuto lo scrittore italiano Carlo Bernard. 

Carlo Bernari: storia di uno scrittore antifascista e partigiano.

Oggi nasceva Carlo Bernari, il figlio di Eugenio (lavasecco e tintore) ed Emma (Cacace) Bernard.

Non ebbe un’istruzione formale dopo il settimo anno scolastico, quando fu espulso da tutte le scuole, continuando per questo la sua formazione da autodidatta. Lesse molto di filosofia e d’arte e ben presto si interessò all’arte d’avanguardia ed allo sperimentalismo. Durante gli anni della sua formazione Carlo si avvicinò, anche, agli intellettuali e agli artisti di sinistra.

Carlo Bernari è stato classificato dalla critica come una delle tre grandi figure del movimento neorealista italiano della metà del XX secolo. Insieme a Corrado Alvero e Francisco Jovine, Bernari ha contribuito a creare una dialettica del realismo sociale basata sulla realtà dell’Italia prima e dopo la seconda guerra mondiale. “Da Tre operai in poi”, dichiarava un collaboratore di Dizionario di biografia letteraria, Rocco Capozzi, “Bernari ha perseguito quella che ha definito una ricerca della ‘realtà della realtà’ concentrandosi sui conflitti tra individui e istituzioni sociali. Mentre la maggior parte dei suoi protagonisti sono costretti a vivere in uno stato generale di ‘attesa’, Bernari non ha mai smesso di denunciare le contraddizioni, le ingiustizie e le assurdità che impediscono i cambiamenti sociali”.

Tre operai, l’opera che meglio caratterizza la poetica di Bernari

Tre operai di Bernari segnò l’inizio della sua carriera da scrittore. Ha anche segnato una chiara espressione dei temi che avrebbero dominato il resto delle sue opere, tra cui “un approccio dialettico, fusione di fantasia e realtà“, ha dichiarato Capozzi in una valutazione della World Literature Review di Tanto la rivoluzione non scoppierà, aggiungendo che la “critica socio-politica è presentata attraverso un narratore, o un personaggio centrale, che analizza se stesso mentre esamina la società“. Il romanzo esamina le prove e le tribolazioni di tre operai napoletani, Teodora, Anna e Marco, nella loro ricerca di lavoro nell’Italia fascista. La rappresentazione di Bernari delle questioni proletarie ha causato problemi con il governo ed il libro è stato censurato poco dopo la pubblicazione dell’editore. Tuttavia, ha vinto il riconoscimento di diversi critici che hanno elogiato il suo realismo senza compromessi.

 

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