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Il 12 giugno Anna Frank diede inizio al suo Diario

Il 12 giugno Anna Frank iniziò a scrivere quello che sarebbe diventato il Diario per eccellenza, simbolo della persecuzione nazista. 

Proprio in quel giorno del 1942, per il tredicesimo compleanno, Anna Frank, ricevette in regalo un piccolo quaderno dalla copertina rossa, dove da quel momento annotò pensieri e riflessioni.

Un Diario destinato a segnare la storia, letto ancora oggi tra i banchi di scuola. Una scrittura profondamente evocativa nella sua semplicità, che arriva dritta al cuore, ponendo l’accento su un aspetto drammatico della storia.

Dal Diario di Anna Frank vengono fuori tutte le paure della giovane ragazza, che scrive ad un’amica immaginaria, senza nascondere la propria paura d’essere catturata.

Parole di sconforto ma anche ricche di speranza, che un giorno magari tutto potesse tornare come prima. La ragazzina utilizza un’aggettivazione denotativa per sottolineare l’importanza di quanto scrive.

Le prime pagine, dal 12 giugno all’8 luglio, raccontano la difficile vita quotidiana di una ragazzina appartenente ad una famiglia benestant che prova però a vivere normalmente, come se intorno a lei non stesse accadendo niente. Ovviamente così non è. Il Diario di Anna Frank infatti, rappresenta una fortissima testimonianza della vita in clandestinità di una famiglia ebrea durante la Seconda guerra mondiale ma anche la tragedia della Shoah nei campi di sterminio nazisti.

Da quel 12 luglio, Anna Frank annota i rapporti con i suoi genitori e con gli altri ospiti del rifugio, racconta del suo amore per Peter, ma anche il lento ed inesorabile scorrere del tempo, il suo diventare grande e parla del dramma degli ebrei con consapevolezza e dolore.

La giovane dà spazio anche alla sua paura più grande, quella di morire, tra contrasti, sentimenti, sensazioni, pensieri, interrogativi che probabilmente non trovarono mai risposta e tanto altro ancora.

Quello descritto con gli occhi di una ragazzina, probabilmente cresciuta prima del tempo, è un periodo storico atroce che grazie a testimonianze scritte, come il Diario di cui parliamo, dovrebbero far riflettere su ciò che è stato e non deve più verificarsi.

Il Diario di Anna Frank fu pubblicato per volere del padre, Otto Frank, che una volta terminata la guerra fu spinto a renderlo pubblico. Il titolo “provvisorio” con cui il libro vide la luce era: L’Alloggio Segreto, pubblicato in Olanda; a quella prima edizione ne seguirono molte altre, contraddistinte da tante polemiche (qualcuno ha persino messo in discussione l’autenticità del Diario) che hanno portato poi alla denominazione attuale. 

Il Diario di Anna Frank ancora oggi aiuta a riflettere, tutti, senza distinzioni, attraverso gli occhi di una ragazza che visse il terrore sulla propria pelle. Commovente in tantissimi passaggi, tra i quali uno in particolare, dove si legge: “Com’è possibile che una storia così bella finisca così male? Com’è possibile che l’uomo sia così crudele con un suo simile?”. Si legge in un passaggio del Diario, da leggere tutto d’un fiato e da consigliare ai più giovani che hanno ancora molto da imparare.