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venerdì, 9 Dicembre 2022

Il 10 marzo 1302, Dante Alighieri viene esiliato da Firenze

Oltre settecento anni fa il sommo poeta viene condannato ad abbandonare la sua Firenze.

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Christian Russo
Christian Russo, consulente legale, attore professionista, presentatore, speaker radiofonico, collaboratore presso XXI secolo.news

Il 10 marzo 1302,  Dante Alighieri viene esiliato da Firenze. Il sommo poeta viene condannato con l’accusa di baratteria.

Questo evento segnò nel profondo la vita di Dante e lo portò alla stesura dell’opera più importante nella storia letteraria: La ‘Divina’ Commedia, il capolavoro letterario di Alighieri.

Tra i più grandi autori della letteratura italiana Dante Alighieri è il poeta  del quale sono giunte a noi poche notizie certe.

Nato nel 1265 il suo compleanno è collocabile tra il 14 maggio e il 13 giugno.

Nel 1277 a soli dodici anni viene promesso sposo a Gemma Donati, che sposò negli anni successivi. Ebbe tre o forse quattro figli.

Nel 1283 incontrò Beatrice, esattamente nove anni dopo il loro primo incontro da bambini.

Appartenente alla nobiltà cittadina fin da giovane ebbe una formazione culturale ampia e variegata. Si avvicinerà alla attività politica verso la fine del 300.

Una carriera preceduta da numerosi impieghi militari.

L’ 11 giugno del 1289 partecipò alla battaglia di Campaldino contro gli aretini. Nello stesso anno combatté i Pisani e nel marzo del 1294 ebbe onore di accompagnare Carlo Marcello in visita a Firenze.

Negli anni successivi ricoprì importanti cariche pubbliche fino a essere eletto Priore.

Fu al centro degli scontri tra Bianchi e Neri due schieramenti del partito Guelfo. I bianchi facevano capo alla fazione dei Cerchi e sostenevano il popolo grasso. i ricchi mercanti e finanzieri. I Neri erano guidati dalla famiglia Donati schierati a favore del potere nobiliare e vicino al Papa.

La vittoria finale della fazione dei Guelfi vicino al Papa sconvolse la vita di Dante.

Secondo gli storici il 17 gennaio 1302  il sommo poeta ricevette una prima condanna per baratteria.

La baratteria era un reato di corruzione nell’esercizio di funzioni pubbliche. Ebbe una multa di cinquemila fiorini e due anni di esilio.

Il poeta si oppone ma il 10 marzo dello stesso anno viene emessa una nuova sentenza. Confisca di tutti i suoi beni e condanna a morte sul rogo. Una sentenza che renderà l’esilio da Firenze inevitabile.

Mori tra il 13 e 14 settembre 1321 mentre faceva ritorno da Venezia. Fu sepolto a Ravenna nella chiesa di San Pier Maggiore oggi San Francesco con grandi riconoscimenti e onori.

 

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