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lunedì, 30 Gennaio 2023

Il 1° aprile del 1784 venne alla luce Pompei

Tanta strada è stata percorsa da quel 1° aprile 1748, una data che rimarrà pietra miliare per la storia vesuviana e mondiale.

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Il 1° aprile del 1748 l’antica città di Pompei torna alla luce grazie agli scavi archeologici voluti da Carlo III di Borbone.

Le prime ricerche svolte da Rocque Joaquin de Alcubierre, che permisero di rinvenire tracce dell’antica Stabiae, riportarono alla luce nei pressi della collina di Civita diverse monete ed oggetti d’epoca romana, oltre a varie costruzioni, ricoperte dopo l’esplorazione.

Inizialmente gli scavi di Pompei proseguirono con ricerche episodiche che avevano come obiettivo la ricerca di oggetti preziosi o quantomeno di particolare bellezza.

Quel 1° aprile del 1748 il primo monumento a vedere la luce fu il meraviglioso Teatro Piccolo, detto anche “Odeion“, che gli archeologici chiamarono “Stabiano“, poiché erano convinti di essere sul luogo dell’antica Stabiae.

In realtà la storia racconta che le ricerche a Pompei furono poi sospese nel 1754 a causa degli scarsi risultati ottenuti.

Successivamente, nel 1763, grazie al rinvenimento di un’epigrafe riferita chiaramente alla Res Publica Pompeianorum, si capì che si trattava della antica città di Pompei e dunque si decise di riprendere a scavare proprio in quell’area. 

Con Maria Carolina, moglie di Ferdinando IV, parte della città, come la zona dei teatri, il tempio di Iside, diverse case e necropoli vennero riportate completamente alla luce e non più seppellite.

Fu proprio durante il periodo napoleonico, con Gioacchino Murat e sua moglie Carolina, Pompei ebbe un vero e proprio momento di gloria. Venne individuata la cinta muraria e riportata quasi del tutto alla luce la zona di Porta Ercolano; inoltre, grazie alle pubblicazioni volute da Carolina, la fama di Pompei crebbe a dismisura diffondendosi in tutta Europa, diventando tappa obbligata del Grand Tour.

1° aprile 1748: tanti anni di storia e bellezza

Oggi Pompei é uno dei più visitati e amati al mondo.

L’attuale sito archeologico campano, sin dal passato ha regalato emozioni uniche, pezzi di storia e stupefacenti tracce di vita quotidiana, in una cornice che è tra le più amate al mondo.

Dai primi scavi del 1° aprile 1748 il Parco archeologico splende di una nuova luce, anche grazie ai lavoro di scavo recenti, che non smettono mai di sorprendere grazie a preziosi ritrovamenti storici, seppelliti da più di 1600 anni sotto ad una fitta coltre di detriti e cenere.

Ricordiamo che visitare Pompei, è un pò come tuffarsi in un’esperienza che trascende il razionale.

Grazie al continuo lavoro di scavo che ha avuto inizio in quel lontano 1748, ben duecentosettantaquattro anni fa, il Parco archeologico rivela oggi tutta la propria bellezza, soffocata inaspettatamente tra il 24 e il 25 agosto del 79 d.C.

La cenere ed i lapilli che seppellirono la città in seguito all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., narrata nelle due famose epistole di Plinio il Giovane ma ricordata anche dagli storici dell’epoca, ne hanno infatti consentito un’eccezionale conservazione.

Tanta strada è stata percorsa da quel 1° aprile 1748, una data che rimarrà pietra miliare per la storia vesuviana e mondiale.

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