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sabato, 4 Febbraio 2023

I talebani riconquistano il territorio afghano

Il ritorno dei talebani in Afghanistan, questa volta con un’offensiva inarrestabile.

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Da settimane ormai l’offensiva dei talebani in Afghanistan sembra inarrestabile. Questi hanno infatti riconquistato la metà del territorio afghano instaurando un regime parallelo allo Stato legittimo. Ciò si è rivelato possibile a partire dall’annuncio del ritiro delle forze statunitensi (e di conseguenza di tutti gli atleti NATO) dopo venti anni di presidio e occupazione.

I talebani stanno avanzando sempre di più nelle provincie del Paese, seminando il terrore e non passa giorno che non rivendichino nuovi successi militari, compreso l’abbattimento di aerei governativi.

Secondo l’Osservatorio ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) oltre il 90% delle truppe USA hanno lasciato il Paese da gennaio 2021. I talebani hanno preso possesso di 223 distretti su 407, provocando una crisi umanitaria: 18 milioni di persone hanno bisogno di assistenza, 270 mila sono i nuovi dispersi e 3,5 milioni di rifugiati afghani nel mondo.

Lo scorso aprile, il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden aveva fissato il termine del ritiro totale delle truppe americane in Afghanistan per l’11 settembre 2021, una data fortemente simbolica in quanto ventesimo anniversario dell’attacco di Al Quaeda alle Torri Gemelle.

Successivamente, lo stesso Biden ha però anticipato la data al 31 agosto 2021, ritenendo non più necessaria la presenza statunitense in quella regione. La scelta del ritiro della missione NATO era stata presa dal predecessore Donald Trump, attraverso un accordo siglato con i talebani a febbraio 2020, in cambio di garanzie di sicurezza, In realtà gli attacchi del gruppo armato nei confronti dei civili e dei militari afghani non si sono mai arrestati ma l’accordo ha aperto comunque la strada ai colloqui di pace tra i talebani e lo Stato.

La decisione di ritirare le truppe dall’Afghanistan, però, non va interpretata come il raggiungimento dell’obiettivo di stabilità e pacificazione del Paese: la “missione” non è compiuta. La scelta va inquadrata nella necessità di riaffermare una leadership forte all’interno dell’Alleanza Atlantica, chiudendo un capitolo della storia americana, quello afghano, che non suscita più l’interesse dell’opinione pubblica.

 

 

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