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venerdì, 19 Agosto 2022

I Frati Morti e le Anime Vecchie incontrano Napoli

Quale migliore occasione per dare luogo ad un'autentica rappresentazione, consona a fare da battesimo nella città partenopea, in cui si hanno le processioni dei "Battenti" della Madonna dell'Arco, oppure "Lo Struscio del Giovedì Santo".

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Domenico Papaccio
Laureato in lettere moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II, parlante spagnolo e cultore di storia e arte. "Il giornalismo è il nostro oggi."

Anche la città di Napoli, è il posto dove il senso della tradizione e del folklore non smette mai. Anzi accresce e si mescola ad altre affini. E quale migliore occasione per dare luogo ad un’autentica rappresentazione, consona a fare da battesimo nella città partenopea, in cui si hanno le processioni dei “Battenti” della Madonna dell’Arco, oppure “Lo Struscio del Giovedì Santo”.

Grazie alla collaborazione tra le associazioni “I Sedili di Napoli” e “Fontevecchia” della provincia di Pescara, anche nella nostra Napoli avrà luogo, sabato 11 novembre alle ore 10:30, “La processione dei Frati Morti e delle Anime Vecchie“, un grande progetto di recupero del patrimonio folkloristico e di memorie storico-leggendarie, legate al culto dei morti, vivissimo nella nostra città come in altre aree del Mezzogiorno.

Proprio nel centro di Napoli, alla Basilica di Santa Chiara, posta tra p.zza del Gesù e via Benedetto Croce, offrirà la scenografia alla processione; l’allestimento, mediante un corteo di figuranti in abiti d’epoca tradizionale, creerà la trasposizione nel remoto Ottocento, grazie al contributo  dell’Associazione teatina “Camminiamo Insieme” di Chieti e dell’Associazione di rievocazioni storiche di Napoli “Fantasie d’Epoca”.

Nonostante la ritualità e la sacralità avente il titolo, la processione dei Frati Morti e delle Anime Vecchie, non ha alcuna finalità cristiana o liturgica. L’obiettivo è unicamente quello di attualizzare, rievocare e ribattere alle ultime forme consumistiche della importata festa di Halloween. Facendo riferimento ad una leggenda popolare natalizia, in cui un gruppo di frati prende vita durante le festività dei morti nel mondo dei vivi , allo scopo di recitare preghiere negate. La processione ritrae il  passaggio di un ponte  tra i “due mondi”, che spesso l’antica arte del presepe partenopea ha ritratto proprio in tal modo.

Ancora una volta la vitalità culturale del nostro panorama folklorico vince laddove sembrava essere perduta.

 

 

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