sabato 08 Agosto, 2026
26.9 C
Napoli
Home Entertainment Cinema I Fantastici Quattro – Gli inizi: la rinascita dell’MCU

I Fantastici Quattro – Gli inizi: la rinascita dell’MCU

Grande è il successo che sta riscuotendo il nuovo film dell’MCU dedicato al primo gruppo supereroistico della Marvel, i Fantastici Quattro.

0
452
I Fantastici Quattro - Gli inizi: la rinascita dell’MCU
(L-R): Ebon Moss-Bachrach as Ben Grimm/The Thing, Vanessa Kirby as Sue Storm/Invisible Woman, Pedro Pascal as Reed Richards/Mister Fantastic and Joseph Quinn as Johnny Storm/Human Torch in 20th Century Studios/Marvel Studios' FANTASTIC FOUR: FIRST STEPS. Photo courtesy of 20th Century Studios/Marvel Studios. © 2025 20th Century Studios / © and ™ 2025 MARVEL.

Grande è il successo che sta riscuotendo il nuovo film dell’MCU dedicato al primo gruppo supereroistico della Marvel, i Fantastici Quattro, tanto iconici quanto sfortunati nell’ambito cinematografico. Il primo film live action, infatti, non fu mai distribuito e i due, film diretti da Tim Story (per usare un eufemismo) non sono tra i migliori cinecomic esistenti. Il terzo film era in programma, ma non fu scritta nemmeno la sceneggiatura a causa degli incassi troppo bassi del secondo film. A peggiorare il tutto ci pensò il reboot di Josh Trank che raccontava le origini del gruppo e di come avevano ricevuto i loro superpoteri. Il film fu demolito dalla critica e il sequel fu cancellato.

Per fortuna questo nuovo film non continua su questa tragica scia e anzi appare come una ventata d’aria fresca rispetto all’ultima fase dell’MCU tristemente costellata di flop. Un nuovo inizio e a dirlo sono anche i primi numeri del box office: solo al box office italiano il film ha esordito con 882.497 euro conquistando la vetta della classifica giornaliera.

I Fantastici Quattro: una nuova estetica

Una premessa importante: non siamo sulla Terra che finora abbiamo visto nell’ MCU, ma in un’altra dimensione, nello specifico la storia si ambienta sulla Terra 828. L’intento è sperimentare e lo si nota anche dallo stile scelto: un’ambientazione retrò-futuristica (l’estetica vintage unita alle macchine volanti, ai viaggi nello spazio più profondo e al teletrasporto) ispirata agli anni ’60 con un’attenzione allo stile fumettistico. In I Fantastici Quattro – Gli inizi non vedremo le origini degli iconici supereroi, in pieno accordo con i cinecomic moderni in cui gli eroi hanno già i loro poteri e che lottano nel loro contesto tra il sostegno e i timori della società che proteggono.

(L-R) Ebon Moss-Bachrach as Ben Grimm/The Thing and H.E.R.B.I.E in 20th Century Studios/Marvel Studios’ FANTASTIC FOUR: FIRST STEPS. Photo courtesy of 20th Century Studios/Marvel Studios. © 2025 20th Century Studios / © and ™ 2025 MARVEL.

Il cast: interpreti d’eccezione per un nuovo inizio

I quattro eroi vantano interpreti dal grande potere mediatico e che negli ultimi anni stanno comparendo sempre di più sia sul piccolo che sul grande schermo: Reed Richards alias Mr Fantastic è interpretato da Pedro Pascal (la cui ascesa parte da Il Trono di Spade fino al suo ruolo in The Last of Us); Sue Storm alias Donna Invisibile è invece interpretata da Vanessa Kirby (candidata come Miglior attrice agli Oscar 2021 per il suo ruolo in Pieces of a Woman).

Johnny Storm alias Torcia Umana vanta come interprete il giovane Joseph Quinn (noto per il suo ruolo in Stranger Things e che vedremo nel progetto The Beatles di Sam Mendes); infine c’è Ben Grimm alias La Cosa interpretato da Ebon Moss-Bachrach, volto iconico di The Bear, serie tv che gli è valsa due Emmy e un Critics’ Choice Awards. A completare il cast sono Julia Garner nel ruolo di Silver Surfer e Ralph Ineson in quello di Galactus.

La trama, una famiglia contro una minaccia galattica

Il film inizia con una rivelazione: Sue Storm e Reed Richards avranno un figlio. Una notizia inaspettata (Sue e Reed avevano tentato per anni di avere un figlio insieme senza mai riuscirci) che porta sia gioia che preoccupazione all’interno della coppia. Mr Fantastic in particolare teme che anche il bambino che stanno aspettando abbia delle mutazioni nel dna proprio come i membri del gruppo supereroistico che durante una missione sono stati contaminati da raggi cosmici acquisendo così i loro superpoteri. Tuttavia, a turbare la pace ci penserà il messaggio di morte di Galactus, il divoratore di mondi. Un messaggio che arriva sulla Terra tramite il suo araldo Silver Surfer.

I Fantastici Quattro partiranno per una missione nello spazio nel tentativo di negoziare con Galactus o di sconfiggerlo. Giunti però al suo cospetto scopriranno che l’entità cosmica non è tanto interessato a divorare la Terra (unico modo per placare la sua fame), ma ad avere il figlio di Sue Storm e Reed Richards perché prenda il suo posto. Ciò creerà una frattura tra la popolazione della Terra e il gruppo supereroistico che non vuole sacrificare il bambino. Una sfida contro il tempo in cui la Terra (incluso il sottosuolo) dovrà essere più unita che mai se vuole salvarsi.

I valori e le fragilità in gioco

Tra (super) potere e dovere

Siete voi i protettori di questo pianeta?”, questa la domanda che Silver Surfer rivolge ai Fantastici Quattro. Gli eroi, umani potenti ma pur sempre umani, accettano questa responsabilità e la ribadiscono poco prima di partire per lo spazio dichiarando con forza: “Noi vi proteggeremo”. I film sui supereroi abbondano ormai sul grande schermo, ma I Fantastici Quattro – Gli inizi è il film che ha ripetuto più volte che i protagonisti sono stati scelti o comunque si sono proposti come protettori del mondo. L’essere umani significa appartenenza alla Terra e l’essere supereroi vuol dire esserne i custodi. Una responsabilità che però comporta un peso sempre più gravoso, psicologico, sempre più personale concretizzandosi poi nel sacrificio.

Il sacrificio del figlio, di biblica memoria giunge come richiesta da un dio onnipotente che in questo caso non è tanto Galactus quanto piuttosto la voce della società che vuole riscuotere il prezzo di quella promessa, “Noi vi proteggeremo”. Tuttavia, il vero desiderio della società, come per il Dio dell’Antico Testamento, non è che il bambino venga sacrificato, bensì la devozione di chi gliel’ha promessa.

La bontà

Così i quattro supereroi si appellano ad un altro valore dell’eroe: la bontà; proprio in virtù di quella bontà non possono permettere che il bambino venga sacrificato anche se in nome di un bene superiore. Tuttavia, questa bontà non evita che all’interno del gruppo ci siano modi diversi di vedere la faccenda: Reed Richards è molto più razionale e quindi a tratti valuta la possibilità di sacrificare suo figlio, mentre Sue Storm segue più il cuore, l’istinto e si oppone con forza a quella possibilità. Il loro contrasto è uno degli aspetti più interessanti del film attraverso il quale si delineano meglio le caratterizzazioni dei due personaggi. La virtù degli eroi porta quindi alla scelta di una via più difficile, quasi inverosimile, ma che permette a tutti di salvarsi.

La famiglia

Altro concetto cardine del film è quello della famiglia: i Fantastici Quattro lo sono a tutti gli effetti e diverse scene lo confermano mostrando parti della loro vita quotidiana fatta di piccoli battibecchi e di cene insieme. La famiglia però è presente ad un livello più globale: tutta la popolazione della Terra viene invocata come famiglia dal discorso di Sue Storm che placa la folla inferocita riunitasi fuori il Baxter Building. Tuttavia, rimane una tematica acerba all’interno del film, non sfruttata appieno come magari lo stesso regista (Matt Shakman) aveva fatto invece con Wanda Vision.

(

La nascita del mito: i Fantastici Quattro nei fumetti

L’inizio della Silver Age

I Marvel Studios hanno consigliato la lettura di cinque fumetti storici dei Fantastici Quattro per poter cogliere tutti i riferimenti presenti nel film. L’elenco comprende: comprende Fantastic Four #1 (1961), la Trilogia di Galactus (Fantastic Four #48,49,50, 1966) e Fantastici Quattro: La storia della nostra vita (2021), un what if molto amato dal pubblico. A proposito di fumetti, come nascono i Fantastici Quattro? Per capirlo dobbiamo partire dal 1961, alla fine della Golden Age dell’editoria fumettistica. Con il Comics Code Authority, una conseguenza del saggio dello psichiatra Frederic Wertham (La seduzione dell’Innocente) che accusava i fumetti di fomentare la delinquenza giovanile, il governo americano si impegnò a regolamentare le vignette supereroistiche. Queste disposizioni comportarono un drastico calo delle vendite che danneggiò molto il settore.

Jack Kirby e Stan Lee, il fantastico duo

Ispirandosi alla squadra di supereroi della National Periodical (attualmente la DC) che riuniva i pezzi grossi come Batman, Superman e Wonder Woman nella Justice League, Martin Goodman, proprietario della Atlas Comics (la futura Marvel), commissionò a Stan Lee e a Jack Kirby la creazione di un nuovo gruppo di supereroi. Questo progetto fece cambiare idea a Stan Lee, intenzionato ad abbandonare la carriera fumettistica, stanco dei personaggi piatti e stereotipati di cui scriveva le storie. “I personaggi sarebbero stati dei personaggi con cui mi sarei potuto relazionare personalmente: sarebbero stati corpo e sangue, avrebbero avuto colpe e difetti, sarebbero stati fallibili, e, soprattutto, dentro gli stivali dei loro colorati costumi avrebbero ancora avuto piedi di argilla”.

La gestazione dei Fantastici 4 seguì quello che venne denominato il Metodo Marvel: Lee scriveva la storia a grandi linee, per poi affidarla a Kirby che si occupava di disegnare le tavole per poi rimandarle di nuovo a Lee affinché inserisse i dialoghi e le didascalie.

Le controversie del Metodo Marvel

Tuttavia, questo metodo nella creazione dei vari personaggi ha creato problemi riguardo la paternità degli stessi e negli anni ha fomentato scontri tra Stan Lee e Jack Kirby. In particolare, Kirby ha sempre rivendicato la paternità delle uniformi del gruppo supereroistico, raccontando di essersi ispirato ai Challengers of the Unknown della National Comics. Inoltre, a sostegno della paternità di Kirby vi è l’ispirazione che ha portato alla creazione di Benjamin “La Cosa” Grimm, ossia Kirby stesso. “Il re dei fumetti” ha sempre sostenuto che per dare vita a Grimm si sia ispirato a sé stesso a partire dalla comune passione per i sigari fino all’adolescenza turbolenta. Kirby, infatti, usò Ben Grimm per raccontare uno spaccato di vita violenta della gang di strada, nonché le famiglie ebree immigrate e la working class newyorkese, forgiata nelle zone popolari della metropoli.

Un nuovo paradigma

A parte le questioni prettamente autoriali, i Fantastici 4 furono un grande successo che portò alla nascita del Marvel Universe. Un’innovazione che sarà anche narrativa portando avanti un nuovo leitmotiv: i superpoteri portano superproblemi. Questa rivoluzione influenzerà anche la percezione degli eroi da parte della società che si ritroverà divisa tra chi li sostiene e chi li reputa pericolosi: concetto che verrà approfondito sempre di più con Spider-Man e con gli X-Men.

In conclusione…

Il film risulta interessante, un nuovo inizio per un MCU in ginocchio per i diversi flop. Un film che spicca soprattutto per la sua originalità, per il suo stile accattivante, impossibile da dimenticare. La storia ha i suoi pregi e i suoi difetti: intrattiene, ma a tratti si avvale di qualche cliché di troppo. Il pericolo di inserire entità così potenti è che la risoluzione del conflitto deve essere originale e inaspettato e non affidato alla sola forza del superpotere. A dare valore a I Fantastici Quattro- Gli inizi sono sicuramente le interpretazioni degli attori protagonisti, nonché il discorso sul rapporto con la società (un discorso che risulta più d’impatto nel Superman di James Gunn, ma in fondo va bene così). L’ MCU ha fatto un primo passo per la sua ripresa, su questo non ci sono dubbi e questo primo passo non poteva che essere fatto dalla First Family.

 

Immagini: MARVEL