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lunedì, 29 Novembre 2021

I disturbi alimentari e l’articolo 12 bis: è lotta.

La lotta ai disturbi alimentari tra i giovani trova un alleato nel Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale

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Rosalba Caramiello
Giovane psicologa clinica laureatasi all'Università di Roma "La Sapienza" ed educatrice, appassionata di giornalismo e fotografia.

La lotta ai disturbi alimentari giunge oggi, 9 marzo, ad un traguardo importante.

Verrà modificato il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale con l’inserimento del “divieto di utilizzare in pubblicità immagini del corpo ispirate a modelli estetici chiaramente associabili a disturbi del comportamento alimentare nocivi per la salute” (art. 12 bis).

L’art. bis in particolare fa riferimento al “ricorso in pubblicità a rappresentazioni che possano indurre il pubblico a sottovalutare le regole di prudenza o a ridurre il senso di vigilanza e responsabilità verso i pericoli”, dotato ora di dicitura esplicita verso “condizioni patologiche del comportamento alimentare, come l’anoressia e la bulimia”.

Ciò nasce dall’esigenza di limitare l’esposizione dei giovani a modelli negativi, nonostante comunque a tale disagio psichico sottostiano più concause e differenti fattori di rischio.

Madri ansiose ed ipocondriache, oppure estremamente ambiziose nei riguardi dei figli, fredde nei rapporti affettivi con loro, sono da annoverarsi tra i fattori di rischio.

L’obiettivo è fortemente perseguito da Vincenzo Guggino, segretario generale dello IAP (Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria) e dal Codice che egli rappresenta.

l’articolo 11 già vietava “di indurre ad adottare l’abitudine a comportamenti alimentari non equilibrati, o trascurare l’esigenza di seguire uno stile di vita sano”

l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria ha inoltre firmato già nel 2014 un protocollo con il Garante per l’infanzia e l’adolescenza.

L’adolescenza è un periodo di vita in cui l’immagine corporea va forzatamente incontro a dei rimaneggiamenti. Il corpo diviene uno strumento di interazione con gli altri acquisendo quindi una funzione sociale di primo piano.

Segue qualche nozione circa i fondamenti dei disturbi alimentari.

L’anoressia mostra una prevalenza, specie tra le femmine, nell’età compresa tra i 15 ed i 25 anni. Insorge principalmente a seguito di un evento considerato dal soggetto come critico (lutto, nascita, rottura sentimentale, divorzio), un episodio che porti con sé il significato di una perdita-separazione.

Spesso comincia semplicemente col desiderio, spesso anche assecondato dalla cerchia parentale, di perdere qualche chilo e di seguire una dieta. L’intenzione di dimagrire diviene poi sempre più risoluta da parte dell’adolescente o del giovane adulto.

Ad innescare questa volontà man mano più ferma nel soggetto interviene un elemento essenziale: il godimento procurato dal controllo di un proprio intenso bisogno fisiologico, la fame.

La bulimia, invece, si manifesta tra i 12 ed i 19 anni e si caratterizza per l’utilizzo di manovre che evitino l’aumento di peso (ad esempio per mezzo di lassativi). Le loro famiglie di provenienza risultano impulsive, caotiche e apertamente conflittuali.

Contrariamente all’anoressia, la condotta bulimica è innescata dalla perdita di controllo.

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