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giovedì, 20 Gennaio 2022

I danni al cervello da Covid: il bersaglio della seconda fase

il 70% dei pazienti medio-gravi riferisce disturbi del sonno, della concentrazione, della memoria, stanchezza cronica, ansia e depressione

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Anna Borriello
Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

I danni al cervello causati dalla SarsCov2 preoccupano gli esperti nella seconda fase della malattia. Nella prima fase, i sintomi della malattia riguardano il sistema respiratorio e metabolico ma, una volta risolti, a preoccupare sono i problemi neurologici.

Ciò è confermato dallo studio COVID next dell’Università di Brescia in collaborazione con l’Istituto Neurologico Besta di Milano. Il risultati, pubblicati sulla rivista Neurological Science, dimostrano quanto possano essere invalidanti gli strascichi neurologici della malattia.

Danni al cervello da SarsCov2: riduzione della massa volumetrica di aree chiave del cervello

Ulteriori ricerche hanno mostrato che il 70% dei pazienti colpiti da SarsCov2 con sintomi medio-gravi soffre di disturbi della memoria, del sonno, dell’umore e della concentrazione.

Si è ipotizzato che la malattia agisca direttamente sulla morfologia del cervello. Nei pazienti con difficoltà neurologiche si riscontra una riduzione volumetrica in aree chiave del cervello.

Non si può escludere, però, che sia anche la mancanza di interazioni sociali a comportare una riduzione della materia grigia. Come conseguenza di tale riduzione, soprattutto in giovani e anziani, aumenta la possibilità di sviluppare dipendenze e di accelerare il deterioramento cognitivo.

Il 70% dei pazienti medio-gravi sviluppa sintomi neurologici

Alessandro Padovani, presidente della Società Italiana di Neurologia e responsabile dello studio, spiega: “i dati ottenuti su 165 pazienti ricoverati con Covid di gravità medio-alta, mostrano che mentre i sintomi respiratori e metabolici hanno un picco durante la degenza e tendono a ridursi fino a stabilizzarsi una volta usciti dall’ospedale, i disturbi neurologici e psichiatrici hanno un andamento opposto ed iniziano ad aumentare una volta risolta la fase acuta dell’infezione“.

Continua, poi: “esiste una correlazione almeno parziale con la gravità del Covid. Fino al 70% dei pazienti con malattia di livello medio-grave riferisce sintomi neurologici a 6 mesi di distanza, fra cui stanchezza cronica (34%), disturbi del sonno (31%), disturbi di memoria e concentrazione (32%), dolori muscolari (30%) e depressione (30%). Tuttavia questi problemi si stanno manifestando spesso anche in chi ha avuto una malattia di grado lieve“.

 

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